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Economia e Finanza

CRISI/ Pelanda: a gennaio il boom Usa farà ripartire anche l'Italia

Alcuni dati positivi lasciano intendere che gli Usa potrebbero uscire presto dalla crisi ed entrare in un nuovo boom economico. L'analisi di CARLO PELANDA

borsa_usaR400.jpg(Foto)

La maggior parte degli analisti prevede un ulteriore rallentamento nei prossimi mesi della ripresa già lenta sia in America sia in Europa, alcuni perfino una nuova recessione. In Italia, le previsioni del governo paiono confermare questo sentimento pessimistico stimando la crescita del Pil per il 2011 ancora stagnante. Da un lato, se uno proietta linearmente i dati correnti trova questo risultato grigio. Ma se un altro usa un diverso modello di analisi, in particolare capace di individuare i punti di svolta del mercato, trova che siamo vicini ad un’inversione positiva.

Il tema tecnico è di difficile semplificazione. Ed è ancor più difficile, nonché scivoloso, confrontare previsioni. Ma queste sono molto importanti in quanto le scelte di politica economica e monetaria del presente si basano sulla previsione a breve-medio termine (18 mesi). Inoltre, le previsioni creano attese nel mercato che tendono a dargli un orientamento conseguente.

In sintesi, oggi i più prevedono deflazione (continuazione della crisi) mentre io ed altri vediamo, con un diverso modello analitico, che è vicino il momento dove il rischio principale sarà quello dell’inflazione (inversione della crisi).

Il punto più delicato dell’analisi previsionale riguarda l’economia americana e l’effetto che ha su quella globale nonché, via andamenti del dollaro, sull’Eurozona. L’ultimo dato sulla fiducia dei consumatori e degli operatori del mercato è negativo. Al momento, infatti, l’economia cresce poco e per accelerarla via esportazioni e contenimento delle importazioni il dollaro viene svalutato, mettendo in trappola “de competitiva” l’Eurozona.

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COMMENTI
05/10/2010 - Suggerimento (Diego Perna)

Al Dott. Pelanda, qualora non l'avesse fatto, ma potrebbe rivederlo, consiglierei di guardare questo video: - Un impiego per ciascuno. Ognuno al suo lavoro. Una strada per l'uomo - all'indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=gzKbQ7QRlPs Partecipano: Phillip Blond, Direttore di ResPublica; Ferruccio De Bortoli, Direttore de Il Corriere della Sera; Ettore Gotti Tedeschi, Presidente IOR. Introduce Giorgio Vittadini, Presidente Fondazione per la Sussidiarietà. Io non sarei capace di un commento migliore oltre che attuale per capire meglio la situazione in cui ci siamo venuti a trovare, molti di noi comuni mortali a ns. Insaputa, ma anche gli addetti del mestiere non hanno scherzato come viene ricordato in un passaggio di Gotti Tedeschi ( se non sbaglio) Buona Giornata

 
05/10/2010 - 10hp/2 (giorgio cordiero)

La vieille Europe e la ormai Old America continuano a decadere, commettendo l'errore che fece la nobiltà all'avvento della rivoluzione industriale...crogiolandosi nell'illusione che la finanza di carta straccia possa continuare in eterno ed affidando i fondamentali dell'economia ai politici che li strumentalizzano ed ai SALOTTI buoni come questo, Prof, Pelanda, nel quale gente come lei e me chiacchiera, ma in BRASILE e nei paesi emergenti...LAVORANO, producono, cominciano a distribuire ricchezza, mentre noi beviamo l'ultimo grappino. Anche l'ultimo allarme terrorismo, tirato fuori dagli USA all'indomani degli annunci sulla nuova possibile recessione... mi sa tanto di guerra economica mossa all'Europa per affossare il turismo (neo protezionismo?) Accidenti, magari ci dobbiamo riflettere.

 
05/10/2010 - 10HP (in ripresa) (giorgio cordiero)

La sua analisi , fuori dal coro di gechi e gufi è sorprendente, in senso positivo. Rimangono alcuni aspetti che (in realtà) mi perplimono. Lei parla di richiesta del g7 alla Cina per aumentare il valore della sua moneta, proprio mentre la Cina sta vendendo a piene mani i bonds americani e si impegna a comprare titoli di debito greci, lasciando intravedere la possibilità di sostegno in generale ad altri stati europei che si dovessero trovare (o che lo siano già) prossimi al default. Gli effetti immediati di questa politica cinese sono: A) la vendita di dollari (sotto forma di t-bonds) crea una svalutazione del dollaro da eccesso di offerta, quindi gli USA tornano ad esportare e QUESTO è L'UNICO motivo per il quale essi stanno evitando il double deep.B)le economie europee, maturano nei confronti della CIna un forte debito di riconoscenza , ma contemporaneamente vedono l'euro riprendere quota, quindi le esportazioni calano e la crisi ricomincia, inoltre ci stiamo cosegnando in mano ai cinesi definitivamente. IN questo momento la globalizzazione sta subendo una parzxiale, ma forte , battuta d'arresto e le nuove forme di protezionismo,o, se preferisce di competititvità si stanno giocando sullo scacchiere dei cambi. In tutto questo bailame rimaniamo legati alla old economy (intesa come soggetti operanti) e ci dimentichiamo che i la produttività si sposta nei paesi emergenti (La CINA è gia EMERSA), dove si LAVORA e si pensa meno alla finanza. L'occidente (Europa ed America)

 
05/10/2010 - crescita senza futuro (Fabrizio Terruzzi)

ma è probabile che un nuovo boom faccia riemergere i limiti ormai intrinseci della crescita. La scarsezza delle risorse imporrà subito costi crescenti tali da frenare l'economia e farla ripiombare nel giro di un anno o due nella stagnazione. E' la gestione della stagnazione (= della stabilità economica) che ci trova impreparati. In questo momento c'è da parte dei cittadini dei paesi più industrializzati (70% dell'economia mondiale) più una domanda di sicurezza che di crescita. Voi cosa rispondereste alla domanda "Preferiresti migliorare il tuo tenore di vita ma senza garanzie di continuità oppure avere la sicurezza di mantenere il tuo attuale per il resto della vita?". La stragrande maggioranza sceglierebbe questa seconda alternativa magari anche rinunciando ad un 20-30%, ovvero a parte del superfluo, per far posto a chi meno ha.