BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CRISI/ Pelanda: a gennaio il boom Usa farà ripartire anche l'Italia

Pubblicazione:

borsa_usaR400.jpg

Ma a ben guardare il mercato americano, pur in ripresa lenta, sta riparando i buchi lasciati dalla crisi. Il credito sta tornando a fluire. I consumatori stanno risparmiando per rientrare dai debiti precedenti, ma i consumi si stanno riprendendo annunciando una stagione natalizia con sorpresa positiva (infatti le grandi catene di negozi, da qualche giorno, stanno assumendo più personale stagionale). Il mercato immobiliare torna a dare segni di vita.

  

In sintesi, se verrà prolungato il taglio delle tasse che scade il 31 dicembre - cosa probabile perché nelle elezioni parlamentari del 2 novembre la maggioranza passerà dai democratici ai repubblicani e imbriglierà l’Amministrazione Obama che vuole alzare i carichi fiscali - l’America andrà velocemente, e a sorpresa, in boom a partire dai primi mesi del 2011. Ciò significa che la Riserva federale dovrebbe essere pronta a rialzare i tassi del dollaro, ora a zero, e a ritirare progressivamente liquidità “artificiale” dal mercato mentre quella “naturale”, ora congelata, vi ritorna in forma di più consumi ed investimenti.

 

Se lo farà, anche costringendo la Cina a rialzare la propria moneta (oggetto del prossimo G7 a Washington), dollaro ed euro avranno un cambio più equilibrato a favore delle esportazioni denominate nel secondo e l’Eurozona potrà crescere di più via export. L’eccesso di rigore voluto dalla Germania, nonostante le pressioni, non verrà applicato alle euro nazioni in quanto una riduzione troppo veloce dei debiti sovrani provocherebbe una crisi della crescita e sommosse sociali.

 

Nei prossimi mesi mi aspetto una discontinuità positiva in America che trainerà un po’ più di crescita nell’Eurozona e un boom nel mercato globale. Ma ciò significa passare velocemente ad un rischio (grave) di inflazione ora escluso dai più. Infatti i lettori con un mutuo variabile vedranno alzarsi l’euribor. Ma l’attesa prospettica di rialzo dei tassi convincerà le banche a dare più credito. In conclusione, preparatevi ad un’inversione rialzista del mercato, nuovi dolori e gioie. 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
05/10/2010 - Suggerimento (Diego Perna)

Al Dott. Pelanda, qualora non l'avesse fatto, ma potrebbe rivederlo, consiglierei di guardare questo video: - Un impiego per ciascuno. Ognuno al suo lavoro. Una strada per l'uomo - all'indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=gzKbQ7QRlPs Partecipano: Phillip Blond, Direttore di ResPublica; Ferruccio De Bortoli, Direttore de Il Corriere della Sera; Ettore Gotti Tedeschi, Presidente IOR. Introduce Giorgio Vittadini, Presidente Fondazione per la Sussidiarietà. Io non sarei capace di un commento migliore oltre che attuale per capire meglio la situazione in cui ci siamo venuti a trovare, molti di noi comuni mortali a ns. Insaputa, ma anche gli addetti del mestiere non hanno scherzato come viene ricordato in un passaggio di Gotti Tedeschi ( se non sbaglio) Buona Giornata

 
05/10/2010 - 10hp/2 (giorgio cordiero)

La vieille Europe e la ormai Old America continuano a decadere, commettendo l'errore che fece la nobiltà all'avvento della rivoluzione industriale...crogiolandosi nell'illusione che la finanza di carta straccia possa continuare in eterno ed affidando i fondamentali dell'economia ai politici che li strumentalizzano ed ai SALOTTI buoni come questo, Prof, Pelanda, nel quale gente come lei e me chiacchiera, ma in BRASILE e nei paesi emergenti...LAVORANO, producono, cominciano a distribuire ricchezza, mentre noi beviamo l'ultimo grappino. Anche l'ultimo allarme terrorismo, tirato fuori dagli USA all'indomani degli annunci sulla nuova possibile recessione... mi sa tanto di guerra economica mossa all'Europa per affossare il turismo (neo protezionismo?) Accidenti, magari ci dobbiamo riflettere.

 
05/10/2010 - 10HP (in ripresa) (giorgio cordiero)

La sua analisi , fuori dal coro di gechi e gufi è sorprendente, in senso positivo. Rimangono alcuni aspetti che (in realtà) mi perplimono. Lei parla di richiesta del g7 alla Cina per aumentare il valore della sua moneta, proprio mentre la Cina sta vendendo a piene mani i bonds americani e si impegna a comprare titoli di debito greci, lasciando intravedere la possibilità di sostegno in generale ad altri stati europei che si dovessero trovare (o che lo siano già) prossimi al default. Gli effetti immediati di questa politica cinese sono: A) la vendita di dollari (sotto forma di t-bonds) crea una svalutazione del dollaro da eccesso di offerta, quindi gli USA tornano ad esportare e QUESTO è L'UNICO motivo per il quale essi stanno evitando il double deep.B)le economie europee, maturano nei confronti della CIna un forte debito di riconoscenza , ma contemporaneamente vedono l'euro riprendere quota, quindi le esportazioni calano e la crisi ricomincia, inoltre ci stiamo cosegnando in mano ai cinesi definitivamente. IN questo momento la globalizzazione sta subendo una parzxiale, ma forte , battuta d'arresto e le nuove forme di protezionismo,o, se preferisce di competititvità si stanno giocando sullo scacchiere dei cambi. In tutto questo bailame rimaniamo legati alla old economy (intesa come soggetti operanti) e ci dimentichiamo che i la produttività si sposta nei paesi emergenti (La CINA è gia EMERSA), dove si LAVORA e si pensa meno alla finanza. L'occidente (Europa ed America)

 
05/10/2010 - crescita senza futuro (Fabrizio Terruzzi)

ma è probabile che un nuovo boom faccia riemergere i limiti ormai intrinseci della crescita. La scarsezza delle risorse imporrà subito costi crescenti tali da frenare l'economia e farla ripiombare nel giro di un anno o due nella stagnazione. E' la gestione della stagnazione (= della stabilità economica) che ci trova impreparati. In questo momento c'è da parte dei cittadini dei paesi più industrializzati (70% dell'economia mondiale) più una domanda di sicurezza che di crescita. Voi cosa rispondereste alla domanda "Preferiresti migliorare il tuo tenore di vita ma senza garanzie di continuità oppure avere la sicurezza di mantenere il tuo attuale per il resto della vita?". La stragrande maggioranza sceglierebbe questa seconda alternativa magari anche rinunciando ad un 20-30%, ovvero a parte del superfluo, per far posto a chi meno ha.