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FINANZA/ La "vendetta" della Germania colpirà anche l’Italia?

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P.S. Ieri è stato pubblicato negli Usa uno studio dell’American Sociological Review dell’università di Princeton che certifica come la politica di mutui predatori a livello razziale posta in essere nell’epoca delle mortgage-backed securities allegre, abbia alimentato con le sue ripossessioni forzate su mutui insolventi la crisi globale del real estate e dei subprime. Insomma, le banche e le finanziarie cercavano scientemente mutuatari tra afro-americani, cinesi, messicani e altre minoranze deboli ingannandoli con contratti facili che poi imponevano tassi e costi altissimi, scelta fatta per ottenere foreclosures che aprissero la strada al cosiddetto mercato immobiliare secondario.

 

Avete capito? Invece di preoccuparsi di valutare rischi e possibilità, invece di venire incontro alla gente in maniera ragionevole, queste istituzioni annoveravano al loro interno intere equipe di dipendenti che si occupavano unicamente di “client profile” e “downpayment ratios”, insomma chirurghi delle classi sociali più disgraziate da utilizzare come strumento di profitto rapido e facile nel mercato immobiliare del boom senza fine: non a caso tra il 1993 e il 2000, questo tipo di mutui verso minoranze etniche potenzialmente insolventi è salito dal 2% al 18% del totale. Capite quindi che questa crisi, che parte da una follia nata tanti anni prima, è figlia prima di tutto della mancanza di valori e fiducia, non dei derivati in sé. Quando l’uomo arriva a questi punti, tutto è possibile. Anche ritrovarsi la Cina a chiedere un euro stabile e pronta a farsi carico di detenere il debito greco e di altri paesi in crisi nell’Ue, tutto in chiave di alleanze nel braccio di ferro contro gli Usa. Prepariamoci, così facendo, a diventare una provincia di Pechino.

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