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ANOMALIE/ Perché Trenitalia ostacola la concorrenza di Arenaways?

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Dopo il forte scontro avvenuto da poco tempo tra l’amministratore di Trenitalia e Rfi Moretti e l’amministratore di Ntv Sciarrone, è tempo di una nuova polemica nel mondo dei treni; non più sull’alta velocità ma sul trasporto regionale dei passeggeri: da una parte ancora Trenitalia e Rfi (ricordiamo che si tratta del gestore della rete), dall’altra la società privata Arenaways, che vuole approfittare della liberalizzazione del settore.

 

La polemica riguarda anche la regione Piemonte, in quanto la nuova giunta, dopo la sospensione delle gare indette dalla precedente amministrazione, ha deciso di schierarsi dalla parte di Trenitalia contro Arenaways e il suo tentativo di concorrenza privata nel settore passeggeri che nelle previsioni doveva collegare, a partire da oggi, Torino e Milano con alcune fermate intermedie.

 

La Regione si è schierata al fianco di Trenitalia dopo che quest’ultima aveva presentato un ricorso ad agosto in cui minacciava di tagliare i servizi forniti alla Regione se Arenaways avesse cominciato a fare concorrenza su tratte già servite dal servizio regionale di Trenitalia.

 

Questo ricorso si basa su una legge del 2009, che prevede la possibilità di limitare i servizi di trasporto passeggeri ferroviario quando “il loro esercizio possa compromettere l’equilibrio economico di un contratto di servizio pubblico in termini di redditività di tutti i servizi coperti da tale contratto”.

 

Concetto ribadito da una lettera che l’assessore regionale ai Trasporti Barbara Bonino ha inviato all’Ursf (Ufficio per la regolazione dei servizi ferroviari facente parte del ministero delle Infrastrutture e trasporti), in cui invitava a “considerare con attenzione le argomentazioni di Trenitalia”. Tuttavia l’assessore Bonino afferma, come riportato da Il Sole 24 ore, che “non abbiamo espresso un parere negativo, ma la situazione è complicata”.

 

Complicazione dovuta anche al fatto che il Piemonte deve rinnovare il contratto di servizio scaduto da tre anni e la manovra finanziaria ha tagliato abbondantemente i fondi alle regioni per i trasporti, dando un forte potere contrattuale a Trenitalia, dato che le ultime leggi approvate dal Parlamento italiano, nel settore dei treni pendolari, avevano visto un rafforzamento del monopolio di Trenitalia, con un incremento delle risorse di 480 milioni di euro l’anno per quelle Regioni che avessero stipulato un contratto di servizio solo con Trenitalia.

 

Una legge estremamente anti-concorrenziale alla quale era stata aggiunta un’altra legge dall’esito anti-competitivo, che prevede l’istituzione di contratti di sei anni più sei anni; in questo modo i contratti firmati tra le Regioni e Trenitalia o altri (pochi) operatori sono “bloccati” per dodici anni.



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