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FINANZA/ Dopo l’Irlanda, solo 2 euro possono salvare l’Ue

Pubblicazione:giovedì 18 novembre 2010

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Inoltre, la Grecia è stata fatta entrare nell’euro quando non si doveva e, una volta fatto l’errore, bisognava imporle riforme oppure andava espulsa e legata a un peg fisso. Per l’Irlanda la questione è differente, visto che Dublino ha rappresentato una delle economie più performanti e di successo al mondo negli ultimi quindici anni e quando la crisi ha colpito il governo è intervenuto - non ha nascosto lo sporco sotto il tappeto come i greci - ponendo in essere misure di austerity senza chiedere un euro all’esterno. In parole povere, quindi, il problema non è l’Irlanda, ma l’euro così come è stato concepito e introdotto ed è per questo che la crisi non si fermerà qui: è la moneta unica, questa moneta unica, la radice della crisi.

 

Quindi, prepariamoci a vedere Lisbona (deficit al 9,3% del Pil nel 2009) seguire le orme di Dublino e poi Madrid (deficit di budget al 9,3% quest’anno, il secondo più alto dell’eurozona) subire il contagio lusitano. Ma, a questo punto e seguendo questa logica, perché non mettere nel mirino anche l’Italia? Dal radar dei mercati, in effetti, non siamo mai usciti, anche perché nonostante il sistema bancario stia meglio che altrove, la spesa pubblica allegra del passato ci ha lasciato con uno stock di debito allucinante e da un decennio a questa parte conosciamo una crescita economica risibile, 149ma al mondo prima soltanto di Haiti. La Francia, poi, è sì economicamente più forte dei periferici e con un solido sistema industriale, ma con il suo stato sociale di welfare elefantiaco, non potrà restare fuori dal mirino per sempre in caso di default a catena nell’eurozona: persino i greci hanno mostrato maggior propensione alle riforme dei francesi, capaci di paralizzare un paese intero per una riforma delle pensioni decisamente blanda.

 

Per Morgan Stanley, in una nota agli investitori, «il Portogallo si trova ad affrontare carenze strutturali mentre in Grecia l’argomento chiave è l’indisciplina fiscale. La Spagna, poi, paga lo scoppio della bolla immobiliare dovuto all’accesso di credito, un po’ come l’Irlanda ma accoppiata a un settore bancario gigantesco». In ogni singolo paese sarà una causa scatenante diversa a innescare un collasso nella fiducia finanziaria, mentre la causa seminale resta la stessa: l’euro. Quando fu introdotta, la moneta unica fu una grande scommessa poiché fece condividere la medesima valuta a un gruppo di economie molto differenti tra loro e anche perché consentì alla Bce di operare una singola politica monetaria per tutti.

 

Fu una sfida affascinante ma è fallita. O, almeno, si sta rivelando sbagliata, visto che le economie europee sono troppo differenti per essere gestite da un’unica banca centrale e la ratio dei tassi d’interesse lo dimostra. La stessa politica, infatti, si è sostanziata in una crisi fiscale in Grecia, un collasso bancario in Irlanda, una bolla immobiliare in Spagna e in un enorme surplus commerciale in Germania: un capolavoro assoluto! La crisi, quindi, rischia di continuare a trasferirsi da un paese all’altro, l’unico modo per fissare permanentemente la situazione è la divisione dell’euro in aree valutarie differenti, omogenee e più facilmente gestibili. Fino a quando l’Ue e i vari leader europei non capiranno questa semplice ancorché scomoda verità: ogni salvataggio che approveranno non sortirà altro effetto che spostare gli attacchi altrove.

 

Un domino, potenzialmente mortale. Non è un caso che, nonostante l’Ecofin abbia sostanzialmente detto che l’Irlanda non sarà lasciata fallire, ieri i cds di Dublino abbiano registrato un +7% a quota 526 punti base, quelli greci +9,28% a quota 937, quelli spagnoli un +6,28% a quota 264 punti base, quelli portoghesi +6,23% a quota 433 e quelli italiani un +1,44% a quota 191 punti base. Per ora reggiamo, ma per quanto ancora? Who’s next?

 

P.S. Il fatto che i principali hedge funds stiano scommettendo short sull’euro, preventivando un calo fino a quota 1,30-1,29 sul dollaro entro fine novembre, parla molto chiaro.



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
19/11/2010 - Una diversa soluzione (au Vincenz)

Quando fu istituito l'Euro alcuni economisti statunitensi, certi della sua non sostenibilità macro tra differenti aree economiche europee, arrivarono a pronosticare il rischio limite di guerra civile europea. In una logica di crescenti egoismi e recriminazioni incrociate, tipica della storia delle nazioni del vecchio continente. Si rispose da più parti che ciò non sarebbe accaduto perché l'Unione europea era ormai integrata economicamente e pronta alla moneta comune... Qualcuno ha mai provato a completare una transazione automobilistica transfrontaliera? O a impiantare un'impresa tra stati comunitari diversi? O ancora a esercitare pienamente il diritto di mobilità come lavoratore comunitario? Tutto questo e molto altro a noi estraneo, è la naturale quotidianità nell'economia davvero integrata degli USA. In realtà l'Euro rischia di diventare il capro espiatorio per giustificare una semplice opzione politica delle due ormai possibili: vogliamo realizzare il *vero* mercato comune e renderlo effettivo contro certi leviatani nazionali oppure vogliamo pasare i prossimi trent'anni a litigare su chi deve pagare il deafult di cosa... o anche peggio? Le soluzioni pratiche ci sono e sono già state elencate dal lettore Terruzzi sotto. Certo questo significa accettae l'inflazione piuttosto che la deflazione. Un mostro ancora sconosciuto che raderebbe a zero soprattutto la piccola industria italiana... quell'attuale è ancora lieve inflazione. Ai tedeschi può non piacere il concetto di(...)

 
19/11/2010 - Una diversa soluzione/2 (au Vincenz)

(parte 2) inflazione per ragioni storiche, ma avrebbero in contropartita la leadership politica incontrastata. Daltronde gli USA non si stanno ponendo tanti problemi al riguardo con QE1, QE2 e presto QE3. Ma occorre competitività, ovvero un mercato europeo veramente integrato, non certo quella patacca atuale regolata da direttive variamete applicate e interpretate. Ovvio che le istituzoni europee che abbiamo ora, ultraburocratiche e governative, dovranno lasciare il posto alla rappresentatività diretta dei cittadini come avviene anche oltreoceano. Fantapolitica della sussidiarietà? Utopico federalismo europeo? Buttare via l'euro può sembrare la soluzione più semplice per i mercati, ma in uno scenario mondiale di dislocazione geopolitica e stravolgimento del sistema valutario potrebbe rsultare un bel regalo con prezzi (soprattutto politici) di saldo per la nuova super-potenza cinese. -fine-

 
18/11/2010 - L'Irlanda: equiparabile alla Spagna? (david blazquez)

París | Washington.- El Fondo Monetario Internacional (FMI) y la Organización para la Cooperación y el Desarrollo Económico (OCDE) han desvinculado la crisis irlandesa de España, países que, según la responsable de Relaciones Externas del FMI, Caroline Atkinson, son "claramente diferentes". Atkinson señaló que son casos "diferentes" porque los problemas de Irlanda se centran en su sistema bancario y financiero, mientras que España se enfrenta a problemas relativos al desempleo y el crecimiento.

 
18/11/2010 - JPMorgan (giuseppe Masala)

Caro Bottarelli dimenticavo...ma quando ci parla della pallottola d'argento che rischia di uccidere l'uomolupo JPMorgan?? "ust as in fraudclosure, the PM manipulation lawsuits are now coming daily... Soon - hourly. From the just filed lawsuit by Eric Nalven, which references Andrew Maguire's series of whistleblowing emails: "In connection with its acquisition of Bear Stearns in March 2008, defendant JPMorgan acquired massive short positions in the silver futures market. Thereafter, JPMorgan, with HSBC, artificially depressed the price of silver dramatically downward. The conspiracy and scheme was enormously successful, netting the defendants substantial illegal profits. The conspiracy and scheme has been corroborate by a 40-year industry veteran and former employee of Goldman Sachs (the "Informant") who was told by representatives of the defendants about the conspiracy and scheme. The Informant has stated that he had been told first hand by traders at JPMorgan that JPMorgan manipulates the silver market. The JPMorgan traders would brag to the Informant about how much money they were making as a result of such manipulation. The informant reported the defendants' activities to the CFTC which has opened an investigation into the manipulation of the silver market."Stick a fork in it - JPM's manipulation reign is over. And, for the record, this is the same HSBC, whose vaults "hold" the 1,300 tonnes of "gold" owned by GLD. Good luck collecting." Maguire lavora a Londra al LMBA..

 
18/11/2010 - Errore, caro Bottarelli! (giuseppe Masala)

Gentile Bottarelli, lei ha definito il possibile haircut sui rendimenti (o anche sul capitale) dei titoli del debito sovrano di alcuni stati, come un "idea non sbagliata, ancorché ontologicamente antimercatista". Mi spiace contraddirla ma l'idea è tuttaltro che antimercatista. Infatti se un soggetto presta una somma ad un altro soggetto si espone ad un rischio e per questo viene, più o meno lautamente, pagato (con gli interessi). Dunque, qualora vi fosse un default, semplicemente il creditore ha calcolato erratamente il rischio. Giustamente per il proprio errore deve pagare. Esattamente come un imprenditore che se gestisce malamente la propria azienda fallisce e perde tutto . Essenza del mercato è che chi sbaglia investimento, sia esso finanziario o imprenditoriale, venga punito. Qualcuno diceva che "presto o tardi gli sciocchi si separano dai propri soldi". Ipotizzare che altri Stati debbano garantire l'investimento poco accorto dei risparmiatori in bond sovrani, è quanto di più antimercatista possa esistere. Nessuno nel capitalismo deve essere irresponsabile delle proprie scelte e azioni: né i politici, né i popoli, né gli investitori esteri, né le banche. Approfitto dell'occasione per ringraziarla degli ottimi articoli.

 
18/11/2010 - una diversa soluzione (Fabrizio Terruzzi)

Caro Bottarelli, ogni tanto abbastanza d'accordo. Suggerisco una diversa soluzione: 1)Governo unico dell’economia come premessa indispensabile per ogni altra azione (sta già accadendo, di fatto da parte della Germania). Significherà perdita di sovranità da parte degli stati più deboli ma se ne faranno una ragione. 2)Svalutazione dell’euro di un 15-20% almeno (anche questo sembra già essere in corso. A Marzo si prevedeva una parità col dollaro, ora Bottarelli parla di 1,2. Facciamo una via di mezzo: 1,1). 3) Contemporaneo aumento da parte di Germania, Olanda, ecc. degli stipendi e dei salari in misura analoga in modo da lasciare inalterata la loro posizione con il resto del mondo ma creando al contempo spazio di mercato ai paesi Euro meno concorrenziali. 4)Obbligo di azzerare fin da subito i deficit di bilancio statali grazie anche a: 5)Drastica riduzione del debito pubblico o del suo peso sui bilanci degli stati attraverso strumenti di finanza straordinaria (quantitative easing, allungamento forzoso delle scadenze, imposte straord.o quant’altro). A male estremi, estremi rimedi. 6) Trasformazione dei debiti degli stati così ristrutturati in Eurobonds garantiti dall’intera unione (e quindi con tassi di rendimento pari ai Bund). Nuove emssioni solo dietro autorizzazione... superiore. 7) Fine dei mal di pancia attuali. Dovremo pagarci servizi oggi gratuiti, saremo meno ricchi, ma è inutile credere di esserlo quando si è seduti su una montagna di debiti