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Economia e Finanza

FINANZA/ 1. Savona: ecco perché all’Italia conviene uscire dall’euro

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Non creando un fondo, ma “parcheggiando” presso un fondo i debiti pubblici in eccesso rispetto al 60% del Pil previsto dall’addendum del Trattato di Maastricht e quindi ristrutturare questo debito a lunga scadenza e a tassi appropriati in proporzione al debito pubblico che viene collocato. Dopo di che, una volta che tutti i paesi hanno una diretta responsabilità sul debito pubblico nella misura del 60% del Pil, si può ripartire con criteri di rigore accettabili.

 

Si parla anche della nascita di due monete europee, una più forte e un’altra più debole per i paesi periferici. È uno scenario secondo lei percorribile?

 

Rispetto a quel che ho detto, non credo ci sia molto scelta per dire se percorrerlo o meno. È meglio, a questo punto, che ogni paese abbia un suo schema su come uscire dalla situazione. Ognuno deve sapere cosa succede e cosa fare qualora si rompa l’Eurozona o addirittura l’Unione Europea. Quindi dovrebbe aver pronte altre alleanze, uno schema di intervento, garanzie da prestare ai mercati finanziari internazionali che altrimenti muoverebbero un attacco al debito pubblico facendolo crollare. Non si tratta quindi di un problema di scelta; il problema è che se non facciamo niente per colmare l’unione politica o dividerci completamente, le soluzioni tampone che si stanno individuando non possono funzionare.

 

Su Il Foglio lei ha scritto che l’Italia dovrebbe seriamente valutare l’ipotesi di seguire l’esempio del Regno Unito, che è dentro l’Unione Europea, ma fuori dall’euro.

 

È stata considerata una provocazione, ma non lo è. È una diagnosi che porta ad agire. Non possiamo aspettare che gli eventi si realizzino per reagire: io propongo di agire. Siccome abbiamo capito la situazione, abbiamo ormai esperienze di diverso tipo in questa materia, perché non capitalizziamo queste esperienze? Certo verremmo attaccati politicamente, come sta accadendo adesso all’Irlanda. La mia tesi è quindi: agiamo oggi finché c’è tempo. Non infiliamoci sempre più in una crisi di proporzioni notevoli e di prevedibili sbocchi.

 

Ci sarebbero quindi dei danni e degli svantaggi nell’immediato, ma questi sarebbero minori di quelli che si avrebbero nel continuare ad andare avanti con la stessa situazione?


COMMENTI
28/11/2010 - fiducia (giuliano bultrini)

Ottimista il Savona con la pelle degli altri! Il debito da 126 mila ecc miliardi c'è lo siamo fatti da soli prima dell'Euro, proprio perchè noi italiani(?) o i nostri governanti(?) liberi da controlli e pieni di dignità hanno mangiato a quattro palmenti riducendoci guasi(?) in miseria. Quel che uno è, rimane! Se non ci fosse l'Europa deregolaremmo ancora sull'acqua all'Arsenico, e non ci faremmo certo le multe per la "monnezza" di Napoli. Ed il tutto non certo perchè noi Italiani normali abbiamo bisogno della balia, ma perchè chi ci comanda avrebbe bisogno di riposarsi ogni tanto al fresco. Di una colpa pero siamo i portatori insani ed è quella di farci sempre abbindolare dal portatore di fede di turno, diventando regolarmente "tifosi" di una tesi e non attenti e scrupolosi alunni della STORIA.

 
21/11/2010 - Sull'Euro (Mauro Maverna)

Secondo me fu una fregatura anche entrarci, nell'area euro: a una perdita netta di sovranità non ha corrisposto che un aumento di invadenza dello Stato nei nostri affari privati, come quando si stabilì la forma che dovevan avere non so più se le carote o le banane ...

 
19/11/2010 - Bravo! (michele maioli)

Bravo Savona! Qualcuno, anche qua in Italia (non so se anche lei, Savona) diceva queste cose tre o quattro anni fa, deriso da tutti ovviamente. Ma meglio tardi che mai. Continuiamo a dirle, certe cose

 
19/11/2010 - Magari il problema fosse il caffè (emanuele siri)

Avendo solo 27 anni posso solo constatare l'effetto dell'euro ulla mia pelle. 10 anni ho iniziato a lavorare come cameriere e pizzaiolo e, buon risparmiatore, ho quindi iniziato a vedere nelle mie tasche cosa si poteva comprare con 10mila, 100mila, 1milione di lire: bhè, c'era il progetto fattibile di una decente macchina usata di 10 anni (2-3 milioni), dell'assicurazione a nome mio (1,5 milioni l'anno), della benzina (che mi sembra costasse poco meno di 2000£). Effettivamente comprare e assieme risparmiare si riusciva a fare. A cavallo del 2001 esce l'euro, d'estate guadagno anche 3milioni/quasi 1500€ mese (effettivamente i clienti non riuscivano a regolarsi con le mance!!) e poi... tempo due tre anni i prezzi di tutto quasi raddoppiano e gli stipendi, a quasi 10 anni di distanza, NO. Abbiamo pagato amaramente di nostra tasca la "solidità" dell'euro (ci dicono) ed ora (ci dicono probabilmente gli stessi) si dovrebbe tornare indietro per salvarci dall'euro... MAH, signori miei godiamoci gli affetti, la salute e tre pasti al giorno e speriamo chi comanda e comanderà ci lascin un Italia e un Mondo perlomeno non peggiori (perchè, ci insegna la storia, è al peggio che non c'è mai fine!)... Un lettore amareggiato, schifato, stufo, ecc, ecc, ecc.

 
19/11/2010 - Polemiche tra commentatori (Diego Perna)

Egr. Sig. Quaini, non credo che l'autore di questo articolo sia così ignorante, come forse lo potrei esserlo io in quanto a storia, ma le vorrei ricordare che il caffè, costava nel 2001 circa 1000 lire, come ho detto. Lei ha ragione solo nel ricordarmi che non c'era resto, l'ho scritto solo perchè faceva funzionare meglio il finale. Cordiali saluti e vada su: .............. http://www.adoc.org/index/it/comunicati.show/sku/3059/PREZZI:+LA+TAZZINA+DI+CAF.html

 
19/11/2010 - se vogliamo fare la fine dell'Argentina... (Enrico Quaini)

Uscire dall'euro vuol dire fare la fine dell'Argentina del 2001. Bisognerebbe un po' ripassare la storia e ricordarsi di come si muovono i mercati. Tra gli altri vantaggi, l'euro ha drasticamente ridotto l'inflazione e "costretto" l'Italia a rimettere ordine nei conti pubblici (perchè non siamo più nei PIGS? ricordiamocelo). Anche le imprese, non potendo più contare sulla svalutazione (che porta solo inflazione), sono "obbligate" a essere più competitive. Vi pare poco? Un'osservazione a Perna: il caffè costava nel 2001 1500 lire... anzi 77 centesimi!

 
19/11/2010 - Il dogma euro non esiste (Diego Perna)

Ringrazio il Sussidiario per questo articolo così interessante. Non sono un economista, quindi non so valutare sino in fondo la situazione europea, ma una cosa che i miei occhi vedono, è che va sempre peggio. Non lo dico per esprimere un giudizio sulla nostra politica o sul ns governo. Oggi chi dice che c'è la crisi, è subito additato come anti PDL, perché il governo è l'unico a dire che tutto va bene, o quanto meno che siamo messi meglio degli altri, ripetendolo ormai a mò di ritornello ipnotico. Chi la crisi la vive sulla pelle, difficilmente potrà esser convinto da promesse o da singolari episodi di crescita di sporadiche aziende o da resoconti di ciò che il governo ha fatto di buono, che la crisi non peggiorerà e che già si vedono segni di ripresa. Così, pensare di tornare alla lira a me non scandalizza e ritengo possa essere preferibile affrontare sin d'ora anche con mezzi drastici, questi nuove ed incombenti nubi nere che si annunciano dall'Irlanda o dal Portogallo ecc. Quello della Immacolata Concezione è un dogma, l'euro non lo è, se ne può fare anche meno. Come erano belle le nostre 1000 lire, ci veniva un buon caffè espresso e ti davano anche il resto. Buona Giornata