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Economia e Finanza

IDEE/ Favoriamo il social housing per aiutare chi non è abbastanza povero

Il social housing (Imagoeconomica)Il social housing (Imagoeconomica)

Il compito di chi governa è quello di intravedere quali sono le problematiche principali e creare processi che mettano in moto in primis la società civile per risolverle. Sulla questione della casa si parla troppo e si fa poco perché non si capisce qual è la vera entità della problematica. Nella maggior parte dei casi chi è in lista d’attesa per una casa, immigrati e non, hanno un lavoro: l’immigrato venuto in Italia tendenzialmente fa il muratore, l’imbianchino, l’idraulico, il pizzaiolo. Iniziamo attraverso un’offerta seria di social housing a far sì che queste persone, in grado di pagare un canone indicativo di 300/400 euro al mese, non partecipino più alle liste pubbliche, pensate per chi è povero davvero. Si tratta in particolare degli anziani con la pensione sociale: diamo loro invece un “buono casa” che possa rispondere al bisogno in modo più trasparente e rapido.

 

Che queste case siano poi messe a disposizione dalle Aler, dalle cooperative o dai privati poco importa, il punto è che si risponde a un bisogno e intanto non si va a pesare sulle casse pubbliche come invece si fa oggi. Se la politica della casa non arriva a questo orizzonte vuol dire che non ha capito qual è la strada da intraprendere, quali sono i rischi reali se non lo si fa in fretta e soprattutto qual è il suo vero compito nell’interesse del bene comune.

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