BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

FINANZA/ 2. I guai del Portogallo che fan dimenticare l’Irlanda

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Se il Portogallo dovesse avere bisogno di essere salvato in stile irlandese, il conto totale per lo European Financial Stability facility salirebbe a quota 300 miliardi: un’asticella che continua ad alzarsi in maniera allarmante. Cosa succederà, infatti, se nel 2011 la Spagna dovesse tornare in recessione, le sue banche rendersi conto della reale entità delle perdite legate al ramo immobiliare e le sue aziende far fatica a ripagare i propri prestiti esteri? Cosa succederà se il rendimento dell’obbligazione decennale spagnola salirà sopra quota 5%?

 

Chiedetelo alla signora Merkel, a mio avviso l’Europa a due velocità è sempre più prossima. Anche perché per Peter Chatwell, analista presso Credit Agricole a Londra, «il salvataggio irlandese servirà solo nel breve termine, non penso proprio che potrà togliere dalla linea del fuoco Portogallo e Spagna». Stesso giudizio per Carsten Brzeski, economista a ING: «Servirà il salvataggio ad evitare il contagio? Solo a breve termine, non a medio. Servirà soltanto a calmare i mercati e offrire una boccata di ossigeno alle altre nazioni: il Portogallo, però, rischia di non beneficiare nemmeno di questo placebo».

 

Per Felipe Garcia, economista alla Informacao de Mercados Financieros Consultants di Oporto, «il Portogallo sarà il prossimo paese a chiedere aiuto. Non so se entro quest’anno o all’inizio del prossimo ma ormai è inevitabile. Abbiamo superato il limite sostenibile in termine di pagamento dei tassi d’interesse sul debito». E poi? «Se il Portogallo dovrà forzatamente accedere al piano di aiuto, immediatamente l’attenzione si sposterà sulla Spagna e non so cosa potrà fare il governo», ha dichiarato a Bloomberg Edro Schwartz, economista all’Università San Pablo di Madrid, secondo cui, inoltre, «la principale causa del contagio sta nella proposta tedesca di includere i default gestiti nel futuro meccanismo permanente di risoluzione delle crisi. Finché resterà opacità sull’argomento, speculazione e contagio restano rischi molto reali e seri. A mio avviso il salvataggio irlandese deve costringere i politici europei a preparare un piano dettagliato al riguardo, altrimenti i mercati reagiranno di conseguenza».

 

P.S. Le Borse, a volte, dicono più dei politici. Ieri tutte le piazze europee hanno chiuso in calo e Wall Street ha aperto in flessione le contrattazioni su tutti i listini: il placebo del salvataggio irlandese è durato solo poche ore, chi scommette ormai sa che il contagio portoghese è alle porte. E si regola di conseguenza.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
23/11/2010 - !!!!!!!! (Diego Perna)

C'è poco da commentare!!!