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FEDERALISMO FISCALE/ Ricolfi: i tre motivi per cui non funzionerà

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LUCA RICOLFI SUL FEDERALISMO FISCALE - Luca Ricolfi, dalle pagine de La Stampa, elenca i principali difetti del federalismo fiscale.

 

Ha Ragione Emma Marcegaglia che chiede di applicare subito il federalismo alle regioni virtuose, o Susanna Camusso che mette in guardia dal rischio di un Italia a due velocità? Luca Ricolfi, dalla pagine de La Stampa da la sua interpretazione. «Non so se le due «signore del mondo delle imprese italiane», come le chiama il Corriere della Sera, abbiano seguito la vicenda del federalismo fiscale negli ultimi tre anni, o abbiano trovato il tempo di leggere la Legge 42 e i successivi decreti legislativi», afferma. «Ho l’impressione di no. Perché, se lo avessero fatto, forse si sarebbero accorte di alcuni problemi, che provo ad elencare». Secondo Ricolfi, anzitutto, «la legge che, volendo, avrebbe permesso di far partire un «federalismo a due velocità» non c’è più». La legge proposta dalla regione Lombardia nel 2007, infatti, è stata sostituita da «un nuova legge (legge 42 del 2009, o legge Calderoli)» che «risulta molto meno coerente e incisiva della prima, se non altro perché è il frutto di negoziazioni politiche estenuanti». Il secondo motivo, consiste nel fatto che «L’entrata a regime del federalismo è stata ripetutamente spostata avanti nel tempo, ed ora è prevista al 2019».

 

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