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FINANZA/ 1. Deaglio: l’euro non è un problema, se lo "mangia" la Cina

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Dobbiamo partire da una considerazione giuridica: l’unione monetaria è irrevocabile. Se poi dovesse cadere l’euro, come in un gioco del domino ne risentirebbe pesantemente tutta l’economia mondiale, perché, per esempio, le banche americane hanno moltissime attività in euro. Torneremmo a un’economia con forti restrizioni ai movimenti dei capitali: ciascun paese o gruppo di paesi avrebbe la sua moneta, terrebbe delle riserve, cercherebbe di tenere un cambio fisso, perché non potrebbe permettersi un cambio flessibile. Se invece si stipulasse un nuovo Trattato che consentisse l’uscita di un paese, credo che arriveremmo ad avere un “euro 2”, perché penso che nessuno voglia un ritorno alle barriere commerciali e valutarie, quindi ci sarebbe un euro con qualche paese in meno e a egemonia tedesca.

 

Paolo Savona, in un’intervista sulle nostre pagine, ha ribadito che per l’Italia sarebbe meglio essere fuori dall’euro. Cosa ne pensa?

 

Sono di un’idea esattamente contraria, è una cosa che non possiamo permetterci. Un attimo dopo la creazione di una nuova lira, questa si indebolirebbe sul mercato. Negli anni ’80 e ’90, ogni mese si aspettava con trepidazione il dato sulla bilancia commerciale, perché se questa era negativa la lira si indeboliva e noi dovevamo restringere l’attività economica, dato che non avevamo, tanto per intenderci, i soldi per pagare l’estero. In questi anni siamo vissuti pagando l’estero con l’euro: abbiamo tranquillamente addossato parte dei nostri problemi sui nostri partner, in particolare i tedeschi, che hanno una splendida bilancia dei pagamenti e hanno garantito per noi. Non avere nessuno che lo fa più vorrebbe dire avere una moneta debole, che fa aumentare il costo dei beni più importanti e crea inflazione. Cosa che cancellerebbe in breve tempo (all’epoca della lira bastavano sei mesi) i vantaggi che potremmo avere sulle esportazioni. Non credo quindi che sarebbe un buon affare.

 

Non converrebbe nemmeno, come ha scritto Pelanda sempre su queste pagine, una dissoluzione dell’euro?

 

Penso, come ho detto prima, che se questo euro cede, ne verrà fatto un altro più ristretto e più forte. Se noi non ci saremo dentro ne avremo solo svantaggi. Infatti, una volta venuta meno l’Ue per come la conosciamo ora, credo che salterebbe il mercato comune e verrebbero messi dei dazi doganali che non lascerebbero spazio alle nostre esportazioni. Ritengo che non avremmo nessuna convenienza in tutto questo.

 

Per risolvere la situazione servirebbe più Unione politica?

 

Un’Unione politica più forte sarebbe la vera soluzione, o parte della soluzione, che adesso ci manca, anche perché i cittadini europei non la vogliono. Penso che inevitabilmente il mondo andrà verso quella che nei miei libri ho definito “globalizzazione a isole”, cioè singoli stati o piccoli gruppi di stati che comunicano tra loro attraverso canali meno liberi degli attuali. Sta già succedendo. Dopo la questione greca e irlandese, le banche fanno molta più attenzione a quali titoli esteri comprano e prediligono maggiormente il debito pubblico del proprio paese. Assistiamo a una riduzione dell’integrazione finanziaria nel mondo.

 

Se l’Europa si sta muovendo in un’apparente linea di rigore delle finanze dei singoli Stati, gli Usa hanno messo in campo una politica di stimolo: il “quantitative easing”. Quale “ricetta” le sembra stia funzionando meglio?


COMMENTI
26/11/2010 - unione politica e controllo del credito (attilio sangiani)

Concordo in tutto con il prof.De Aglio,specialmente sulla necessità di una più stretta unione politica,almeno in campo economico,monetario e,soprattutto,fiscale. L'Irlanda ha dato un forte impulso al suo sviluppo diventando una specie ( moderata) di "paradiso fiscale". Tanto è vero che ha escluso dalla "stretta" l'aumento delle imposte alle imprese,che in buona parte sono sorte con capitali stranieri. Anche nel campo del credito occorre una "legge unica Euro ",che metta efficaci limiti alle banche: ad esempio impedisca che le banche inglesi e tedesche moltiplichino per otto la massa di titoli emessi dallo Stato irlandese. Meccanismo che ha dilatato ed esportato la crisi americana,che ci ha investito. Possibile che ci sia un così diffuso analfabetismo economico ,quando la scienza ha scoperto con il Keynes come si può creare dal nulla quantitativi enormi di moneta "derivata" ?

 
26/11/2010 - buon senso (giorgio cordiero)

Dopo tutte le "fregnacce" che ho letto e sentito negli ultimi giorni: Da Savona che , da uon ex democristiano , vorrebbe tornare indietro, al mio stupore nei confronti di Pelanda , che reputo essere uomo di buon senso, per finire con Cristina Parodi che nel tg5 di martedì diceva che l'euro era ai minimi storici.Beh l'unica nota di buon senso viene dal Prof. Deaglio, figura che ai miei occhi si sta rivalutando ogni giorno di più. Concordo su tutta la linea da lui espressa ed eviterei i moralismi di sorta dell'ultimo commento, che se pur mi vedono daccordo in linea etica, mi perplimono in linea pragmatica e qui con l'etica si muore di fame. I cinesi si erano offerti a suo tempo per comperare titoli di stato greci e questo potrebbe ripetersi, ma io propenderei verso un possibile accordo tra USA ed Europa di tipo monetario, non dico una moneta unica che mi sembra davvero impossibile, ma parlo di una specie di SME (sistema monetario) allargato, con un oscillazione dei cambi prefissata , con meccanismi cap-floor predefiniti. Questo eviterebbe il killeraggio speculativo sulle due valute e renderabbe meno agressiva la concorrrenza espansionista della Cina. A me non piace molto l'idea di farmi fagocitare dai cinesi e non per moralismo , ma per pratico senso di sopravvivenza, anche culturale. L'unica cosa da fare è tirarsi su le maniche e dare retta a Marchionne: rinunciare ad una piccola parte di diritti a favore della produzione, in un momento favorito dal cambio vantaggioso.

 
25/11/2010 - sinensis pecunia olet! (alberto cremona)

Alla larga dal criminale governo cinese!Colpevole di ogni abiezione: dal genocidio, alle torture ,alla persecuzioni delle religioni, alle contraffazioni,al furto di brevetti eccetera eccetera:non c'è delitto che non venga sistematicamente compiuto. Questi farabutti,sono come l'Aids:se li conosci li eviti.Spero che L'Europa,non domentichiamo ancora enormemente più forte della Cina, non apra la porta a questi delinquenti e li denunci e li isoli,portando al più presto i dirigenti cinesi davanti al tribunale dell'Aja per crimini contro l'umanità e contro il popolo cinese.Altro che andare a baciare la pantofola a Hu Jintao come ha fatto il turpe Napolitano! Nel caso dei cinesi non è vero che "pecunia non olet"puzza,puzza e come!

 
25/11/2010 - L'euro ha avuto un effetto deflattivo sui debiti (santi di stefano)

Il Professor Deaglio non ci racconta niente di nuovo.Con l'introduzione dell'euro sappiamo tutti che i redditi in termini reali si sono dimezzati.Si dovevano anche dimezzare i debiti dei bilanci pubblici.Chiedo al professore perchè ciò non è accaduto? Chi si è impossessato dell'enorme ricchezza dovuto all'emissione di titoli spazzatura venduta ai piccoli risparmiatori attraverso le banche? Oggi questo pseudo-democrazia chiede a chi ha già pagato di pagare ancora, con tagli alle pensione,disoccupazione giovanile,sfruttamento della mano d'opera straniera ecc. Finiamola di prendere in giro i cittadini!

 
25/11/2010 - Anni 70 (Diego Perna)

In quegli anni, che Lei si guarda bene dal ricordare come floridi, io mi sono laureato e anche mio fratello, in una famiglia con un solo stipendio e la casa in affitto. In quel tempo ero forse preoccupato per il futuro, ma non quanto oggi per i miei figli. Pertanto, anche se Lei ha una visione abbastanza nitida della situazione economica reale italiana, ma anche d’Europa e globale, devo dire che mi sembrava meglio allora. Certo, parlo solo per me, uno stipendio in casa mia arrivava ogni mese, ed eravamo aiutati dai nonni ma credo che oggi la situazione generale sia peggiorata per un fatto semplicissimo, cioè che la ricchezza sia concentrata e la classe media stia scomparendo, le famiglie hanno difficoltà che prima non avevano. Che si deve far bella figura nel mondo, ma poi in casa nostra non si arriva a fine mese, sembra un discorso generico e populista che non c’entra con le teorie economiche. Abbiamo l'Euro e dobbiamo stare bene per statuto o perché abbiamo il Suv a 4 ruote motrici, solo per poter salire sui marciapiedi. Sinceramente mi piaceva di più la 500 di una volta, era piccola ma bellissima, e andare al mare costava poche lire, ma soprattutto, Egr. Prof. Deaglio non avevamo un debito pubblico di 1854 MLD, e se vuol saperlo, nel 2001, io non ero per niente logoro. Chi l’euro l’ha voluto lo difende, è ovvio, ma cosa succederà nei prossimi mesi lo vedremo, comunque stia certo, pagheranno solo i più deboli, …… per legge.