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IL CASO/ 1. La "folle" anomalia italiana che sfida le bolle finanziarie

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Il primo boom economico a cui non segue una ricchezza dei nuclei familiari è proprio quello successivo al crollo del muro. La seconda, gigantesca, bolla senza ricchezza per le famiglie inizia nel 2000 e raggiunge il suo picco nel 2007, quando la crisi in cui ancora oggi annaspiamo fa capolino sui mercati.

 

C’è un problema nelle economie occidentali. È un problema che di emergenza in emergenza assume nomi diversi: c’è stata la bolla delle .com, poi il crollo del potere di acquisto, la crisi di liquidità e il ricorso forsennato al debito. Ho l’impressione che tutte queste osservazioni siano frammentarie. Cioè, frammenti, pezzi di un problema che ha mandato in frantumi il mondo in cui abbiamo vissuto per moltissimo tempo.

 

In un precedente articolo ho osato definirla una crisi antropologica e, sconfinando dal mio campo di competenze, ho scritto che ad andare in frantumi, nell’epoca della tecno-finanza, è stata la persona. Mentre esistono modelli per il consumatore, l’investitore, il risparmiatore e il lavoratore, l’economia attuale non sa più rivolgersi alla persona. E il grafico di Friggit sembra confermarlo: da vent’anni a questa parte siamo incapaci di creare valore, se non attraverso bolle che gonfiano profitti a scapito della stabilità.

 

E così torniamo alla domanda iniziale. Dalle macerie della crisi è emerso un nuovo modello di valore? Guardando al mondo delle Pmi, forse il tratto più caratteristico del sistema economico italiano, si direbbe di sì. Nelle altre economie occidentali, le pratiche che vanno affermandosi sembrano essere accomunate da un diffuso sentimento di sfiducia verso l’iniziativa personale. Controlli più severi e massicce assunzioni nei dipartimenti d’ispezione interna (i cosiddetti “internal auditors”, incubo di ogni trader) sono una costante in crescita continua, mentre sul fronte regolamentare non passa trimestre senza che un nuovo comitato annunci la pubblicazione di nuove regole (di volta in volta più severe, almeno nelle intenzioni).

 

Un po’ come il celebre aneddoto del calabrone, secondo queste teorie, le Pmi non potrebbero mai spiccare il volo. Eppure le storie di successo, pure in questa difficile congiuntura, non mancano. Dove sta il trucco? A mio parere, nessun trucco: solo la capacità di dare credito. Alle persone, finalmente.

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COMMENTI
26/11/2010 - La persona (GIAN LUCA BARBERO)

Sottoscrivo pienamente! Se posso portare il mio personale contributo, in ambito finanziario, le funzioni di controllo si sono non solo moltiplicate, ma hanno anche snaturato il modo di fare impresa. Un intermediario oggi, deve fare i conti con almeno 3 funzioni di controllo diverse (Compliance, Risk Management, Internal Audit), il cui scopo principale e occulto spesso non è collaborare nel definire un piano di impresa e nel raggiungere l'obiettivo comune, bensì salvaguardare la propria posizione ed evitare problemi e responsabilità (per sé naturalmente, non per l'azienda). Ne deriva l'ingessatura (in alcuni casi quasi totale dell'attività) e la depressione esapserante di chi cerca di combinare qualcosa.