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FINANZA/ Sapelli: l’euro è da "buttare". Anche Francia e Germania l’hanno capito

Le ultime scelte di Francia e Germania fanno pensare che non esistano più, spiega GIULIO SAPELLI, le fondamenta dell’euro

Foto Ansa Foto Ansa

Quale sarà il destino dell’euro? La nuova crisi irlandese e il pericolo che essa si diffonda ad altre economie, in primis il Portogallo e la Spagna, non fa che accrescere le preoccupazioni della gente semplice e il cinismo degli gnomi della finanza stockoptionista.

 

La valanga di liquidità che si abbatte sull’Europa è di proporzioni veramente inusitate ed è sconcertante vedere la Banca centrale europea che continua a presentarsi come l’alfiere della stabilità contro l’allegra cicala della Fed che invece propugna la crescita come sua missione fondamentale.

 

Sappiamo che è un’ipocrisia: anche in Europa comincia a serpeggiare la consapevolezza che il pericolo mortale non è l’inflazione, quanto, invece, la deflazione e anche i tetragoni banchieri centrali europei sono costretti a comportarsi di conseguenza, imitando, di fatto, i nordamericani.

 

Gli indici dell’inflazione sono del resto bassissimi nonostante la liquidità immensa presente nei sistemi economici. E ciò perché, oggi, la liquidità è denaro che alimenta altro denaro e non va a finire all’economia reale, ma alla finanza che prosciuga tutto ciò che trova dinanzi a sé. Questo non fa che allontanare per breve tempo la deflazione, ma nel contempo impedisce ogni crescita produttiva.

 

Il nemico è quindi la liquidità che va nelle bocche voraci delle banche universali europee che trasformano ora il loro debito in debito sovrano con conseguente drenaggio dei tassati cittadini europei. L’euro, la sua stessa esistenza, vale un prezzo così alto?

 

Si trema come foglie al sol stormire del vento non tanto della speculazione, quanto del rischio che tutto il sistema corre perché le banche universali divorano una moneta che non ha precedenti nella storia: una moneta senza stato, senza sistemi di tassazione, di sostegno sociale e di spesa pubblica unici.


COMMENTI
29/11/2010 - l'Euro non c'entra (attilio sangiani)

Se il malessere economico italiano dipendesse dall'euro,ne soffrirebbero tutti i paesi che l'hanno adottato e non soffrirebbero i paesi,come il Regno Unito,che non l'ha adottato. Invece questo,come è evidente, non avviene. Altre sono le cause,da cercare,ad esempio,nella balorda frenesia ( dei Governi di sinistra anni '90 ) per la globalizzazione "selvaggia",nelle delocalizzazioni conseguenti,nel mancato controllo sulle importazioni con i "dazi compensativi o differenziali";nel maggior costo della energia,in Italia,rispetto ai paesi che non hanno rinunciato al nucleare,pur incrementando le energie rinnovabili;nel carico fiscale e parafiscale sui costi di produzione ( come l'IRAP,vera idiozia introdotta da Prodi ),ecc. L'EURO proprio non c'entra e rischia di diventare il classico "capro espiatorio",comodo per chi ha la memoria corta...

 
29/11/2010 - Dal vecchio euro alla nuova lira? (Giorgio Antonaci)

Interessante l'articolo, che suscita una perplessità di fondo, ancora più interessante, e condivisibile, il commento che mi precede. La perplessità. Sapelli conclude "Non sarebbe meglio, allora, pensare ragionevolmente a una fuoriuscita concordata...". Anche questo condivido ora, come dieci anni fa ma, alla luce dell'esperienza maturata al suo ingresso che, nel trasformare, per la mancata sorveglianza politica e sociale, mille lire in un euro, provocò l'erosione del cinquanta per cento di stipendi e pensioni (per me dal 1997), suggerisco di affiancare, con sanzioni pesanti, ai nuovi assetti finanziari, la sorveglianza anti nuove speculazioni banditesche che rischierebbero di azzerare pensioni e stipendi o ridurli, nel migliore dei casi, del settantacinque per cento rispetto agli originali.

 
29/11/2010 - Stockopzionista (Diego Perna)

“ il cinismo degli gnomi della finanza stockoptionista” Quanto mi piace! Forse gli stockoptionisti, senza saperlo, sono una sorta di quel personaggio del Vangelo a cui verrà tolta la vita, dopo che aveva accumulato derivati, cct, btp, società offshore, tangenti, scudati fiscali, hedge funds ecc. Oggi, però, i danni sono moltiplicati, non c’era la globalizzazione, forse, perché infine anche l’impero romano fece default. Immettere liquidità a bizzeffe, senza riversarla nell’economia reale, mantiene gli equilibri del potere da un lato, e dall’altro, per essere concreto al massimo, fa chiudere non soltanto la mia impresa e lascia per strada tanti lavoratori. Leggere quanto scrive il Prof. Sapelli, non cambia di una virgola ( spero comunque non sia così) quando viene deciso ai piani alti, 85 MLD all’Irlanda, per garantire i mercati, sempre sia sufficiente, sono stati trovati. Per i giovani, per la scuola, per il territorio, per le imprese, per i monumenti che crollano anche in Sicilia, non si vede nemmeno un euro, in tempi così rapidi. Oggi Tremonti gongola, come se tutto fosse stato risolto, mentre stamani un uomo con un cartello al petto, chiedeva qualche cent per pagare l’affitto, e vi garantisco che era italiano, come Tremonti, Berlusconi, Bondi me , Sapelli e Voi della redazione, che ringrazio per l’opportunità che mi date di esprimere il pensiero e il disagio della gente semplice, oltre a leggere anche i miei commenti, almeno per pubblicarne senza parolacce. Buonagiornata