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FIAT/ Il boom di Chrysler farà cambiare strategia a Marchionne?

Sergio Marchionne (Foto Imagoeconomica) Sergio Marchionne (Foto Imagoeconomica)

Contemporaneamente, grazie alla rete di vendita della Chrysler negli Usa pensa di poter diffondere finalmente su quel mercato le mitiche utilitarie italiane, prima fra tutte la 500 e poi anche la Panda e forse la Punto. Insomma, l’alchimia del Grande Abruzzese è semplice: da una parte prende i modelli Usa e li importa in Italia, a volte tali e quali a volte rivestendoli di un manto tricolore, per offrire al nostro pubblico le ammiraglie che la Fiat non sa fare e comunque non ha nei cassetti; dall’altra vende le nostre utilitarie anche negli States.

 

Riuscirà nel suo piano? La scommessa è di quelle al buio. È chiaro che la 500 in America sta spopolando, non foss’altro per quelle milionate di italoamericani di seconda e terza generazione che ancora ne sentono parlare come della Nonna Cesira. È anche probabile che perfino le vecchie Alfa, se di nuovo importate, potranno andar bene; più arduo sarà invece imporre Panda e Punto. Ma che le grosse berlinone Chrysler, le meno brillanti dell’industria americana nella loro gamma, possano battere le Bmw e le Audi agli occhi dei “cumenda” milanesi che vogliono cambiarsi la macchina della ditta, o che la Jeep Grand Cherokee possa dire qualcosa di competitivo contro la Bmw X 5 beh, auguriamocelo, ma non è così automatico.

 

Per ora, però - bisogna ammetterlo - la “cura Marchionne” sta funzionando anche in Chrysler. Proprio ieri il gruppo americano ha approvato i conti del terzo trimestre, con un aumento dei ricavi del 5,2% a 11 miliardi di dollari e il dimezzamento delle perdite a quota 84 milioni. Di questo passo la promessa fatta da Marchionne, 40 miliardi di ricavi nel 2011, è stata innalzata a 42, mentre anche quelle sui risultati economici sono state riviste al rialzo. E non basta. Malgrado la batosta incassata alle elezioni di Mid-Term, il presidente americano Barack Obama rilancia su Marchionne e gli concede nuovi aiuti: in particolare, entro un mesetto, un finanziamento dal Dipartimento dell'Energia statunitense del valore di 3 miliardi di dollari per lo sviluppo di vetture a basso consumo di carburante.

 

«Il successo finanziario di Chrysler - ha sottolineato Marchionne parlando con gli analisti finanziari - dipende dai veicoli che costruiamo e vendiamo. In soli 16 mesi la società sta presentando 16 prodotti intermente nuovi, a partire dall'acclamata Jeep Grand Cherokee 2011 e inclusa la Fiat 500, che segna il ritorno del marchio Fiat negli Stati Uniti e in Canada. Siamo impegnati ad assicurare che ogni nuovo veicolo che la società lancerà abbia la stessa alta qualità della Jeep Grand Cherokee. I risultati 2010 sono solo l'inizio per far divenire il Gruppo Chrysler una casa automobilistica vibrante e competitiva».