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FINANZA/ I mercati in ansia: l’Irlanda sarà la prossima Grecia?

Brian Lenihan (Foto Ansa) Brian Lenihan (Foto Ansa)

In un report della scorsa settimana, il Fondo Monetario Internazionale sottolineava la necessità di dare risposte all’aumento delle ratio sul debito nelle nazioni avanzate: nemmeno a dirlo, la ratio leader è quella irlandese, raddoppiata dall’inizio della crisi e ormai quasi a quota 100% del Pil. Per il Fmi, il rischio connaturato è quello della velocità della perdita di fiducia dei mercati, visto che solo un anno fa il tasso di interesse sullo spread tra bon greco e bund era all’1% e ora è pari a nove volte, con le obbligazioni greche all’11,3% e i bund al 2,5%.

 

Il super-euro, sempre sugli scudi, è avvisato. E anche i detentori di obbligazioni, visto che per Aaron Smith, managing director del Superfund Financial, «nonostante il piano di QE2 della Fed, gli investitori dovrebbero stare ben lontani dal debito governativo Usa visto che si sta sviluppando un’enorme bolla sul mercato obbligazionario. Gli investitori retail stanno comprando bond come se fossero azioni tecnologiche nel 1999, così facendo le perdite sono garantite. La miglior difesa, a mio avviso, è l’attacco e cioè non comprare obbligazioni, siano a due o a dieci anni».

 

Questa settimana rischia davvero di essere fondamentale. Non solo per gli irlandesi però, visto che avanti politicamente di questo passo l’Italia avrà non pochi problemi a piazzare sul mercato il proprio debito nelle prossime aste: cds e spread contano più di mille giochi del cerino, attenzione a non scottarsi le dita con il mercato. Il resto sono soltanto chiacchiere. Irresponsabili.

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