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FINANZA/ L’altra faccia dell’euro che oggi ci mette in crisi

Pubblicazione:mercoledì 1 dicembre 2010

Euro_MedicineR375.jpg (Foto)

Non è così, perché sia per la Grecia che per l’Irlanda, l’Ue è intervenuta prestando miliardi di euro perché il fallimento non si conclamasse. Ma la Merkel non è più disponibile a sacrificare il benessere dei suoi compatrioti per le necessità contingenti degli Stati dell’Ue. Per la verità è un nonsense un’unione monetaria che scarica sui singoli Stati gli oneri che gravano sulla moneta unica. L’Unione europea dovrebbe emettere Bot e Cct a valore europeo e non lasciare ai singoli Stati il peso di affrontare la speculazione internazionale in base ai vecchi criteri di solvibilità che il debitore garantisce solo con la sua politica economica stentata e virtuosa. I costi per finanziare i debiti dei singoli Stati andrebbero ripartiti per “anime”, a ogni cittadino dell’Ue competerebbe addossarsi gli oneri della moneta comune.

 

Se l’euro, colpito dalla speculazione mondiale, perde parte del suo valore, si ripartisce per tutta l’Unione monetaria questa perdita di valore? O le sole Germania e Francia traggono i frutti di questa svalutazione concorrenziale? Quando la lira era la nostra moneta, spesso siamo ricorsi a svalutazioni concorrenziali per metterci alla pari con quella produzione industriale che a parità di prodotto costava meno della nostra. Ci fregarono! L’unico strumento liberale che potesse favorirci nella concorrenza coi moloch industriali di Germania, Francia e Inghilterra ci fu sottratto, e in nome di una fallace Unione europea, paghiamo lo scotto dei ladrocinii di cui siamo vittime. Siamo a Forcella: è il gioco delle tre tavolette.

 

(Celestino Ferraro)



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