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Economia e Finanza

FINANZA/ 1. Gentili: il futuro dell'Italia si gioca il 16 dicembre fuori casa

Il voto di sfiducia a Berlusconi del 14 dicembre ha anche risvolti economici, come spiega GUIDO GENTILI, dato che due giorni dopo si terrà un vertice europeo

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La Bce ha reso noto ieri il suo Rapporto semestrale sulla stabilità finanziaria dell’Eurozona, che evidenzia una situazione ancora “piena di rischi” per l’Unione monetaria. Inoltre, l’Eurotower ha diffuso ieri il bollettino mensile relativo al mese di dicembre, nel quale il nostro paese è indicato insieme a Grecia, Belgio e Irlanda, tra quegli stati che nel 2012 avranno un rapporto debito/Pil superiore al 100%. Anche se, segnala ancora Francoforte, Italia e Germania non vedranno aumentare questo parametro. Indicazioni che possono essere importanti alla vigilia di una settimana che, come ci ricorda Guido Gentili, editorialista de Il Sole 24 Ore, vivrà un momento cruciale con il voto di sfiducia al Governo il 14 dicembre.

Come va interpretato il dato che è arrivato ieri dalla Bce sul nostro debito pubblico?

Cautamente: non mi sbilancerei né in letture pessimistiche, né ottimistiche. Abbiamo appena approvato la legge di stabilità e le previsioni del Governo sono di chiudere il 2010 con un rapporto deficit/Pil al 5% (in calo rispetto al 5,3% del 2009), che dovrebbe arrivare al 3,9% nel 2011, e con un debito/Pil che passa dal 115,9% del 2009 al 118,5% del 2010 fino ad arrivare al 119,2% dell’anno prossimo. Un dato alto, ma non bisogna dimenticare che tutta l’Eurozona soffre il problema dei debiti sovrani: persino la virtuosa Germania ha un trend di crescita del debito più alto del nostro, pur essendo minore in termini assoluti. Inoltre, il livello del debito privato fa sì che il debito aggregato dell’Italia sia in realtà più basso.

Finora questa è stata una settimana abbastanza tranquilla per l’euro. La prossima, invece, con il voto di sfiducia al governo Berlusconi, potrebbe essere di segno opposto?

Il 14 dicembre è una data-snodo importante non solo dal punto di vista politico, ma anche economico. Due giorni dopo, infatti, si terrà un importante vertice tra i capi di stato e di governo dell’Ue. In caso di sfiducia, l’Italia sarebbe ivi rappresentata da un governo dimissionato dal Parlamento: una condizione certamente non ottimale. Inoltre le fibrillazioni sull’euro e gli attacchi della speculazione tornerebbero molto probabilmente a farsi sentire.

C’è da augurarsi allora che Berlusconi ottenga la fiducia.