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IL CASO/ A chi non piace la vera concorrenza sui treni in Italia?

ROBERTO MELINI commenta le dichiarazioni di Mauro Moretti, alla luce anche dell’acquisto di Arriva Deutschland

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, ospite la scorsa settimana di “Effetto Domino” su La7, ci ha mostrato la sua visione sul mondo ferroviario italiano fornendo spunti interessanti. Qui di seguito analizzeremo alcune delle sue dichiarazioni.

Innanzitutto deve aver fatto piacere ai pendolari ascoltare l’amministratore delegato di Fs dar loro ragione riguardo le proteste per i problemi che spesso si verificano e che mettono a dura prova la loro pazienza. Anche se subito dopo ha messo le mani avanti, specificando che giustamente l’offerta è fornita in base ai finanziamenti dati dalle regioni, lamentandosi dei migliori finanziamenti rispetto agli altri paesi europei (per quanto riguarda le conseguenze della nuova normativa sui finanziamenti al trasporto pubblico su ferro rimando all’articolo disponibile qui).

Interessante la motivazione con cui Moretti ha spiegato gli elevati costi dell’alta velocità, parlando in qualità di amministratore delegato di Rfi presumo: “Se si va da Saragozza a Barcellona si trova il deserto. In Val Padana ogni 10 chilometri c’è un Paese. I costi di attraversamento di un posto fortemente popolato è diverso: se si guarda alla Val Padana e ai Paesi Bassi i costi sono uguali”.

Se c’è una parte di verità in questa affermazione, non si può dare ragione del maggior costo di realizzazione solo alla differente popolazione, in quanto il costo medio per km è esageratamente superiore rispetto alle altre realtà; infatti, la linea ad alta velocità giapponese Tokyo-Osaka è costata solo 8,5 milioni di euro al chilometro, mentre in Francia il costo si aggira sui 10 milioni di euro al chilometro e in Spagna 9 milioni di euro al chilometro. In Italia il costo medio si aggira intorno ai 32 milioni di euro per chilometro, ovvero il triplo rispetto ai nostri vicini.

Moretti ha fatto comunque sapere che, nonostante il periodo economico che stiamo attraversando, per la realizzazione della Tav nel tratto Torino-Lione “ci sono soldi per fare le fasi che sono state programmate” e ha insistito sull’importanza della creazione e dell’attivazione della linea che colleghi all’alta velocità Venezia definendo il tratto Milano-Venezia “indispensabile per il nostro paese”, anche se speriamo almeno in questa tratta in costi in linea con la media europea.

Un aspetto interessante del pensiero di Moretti riguarda la concorrenza, infatti a parole ribadisce che la concorrenza è uno stimolo ed è “assolutamente necessaria per far sì che tutti quanti si diano una mossa”. Tuttavia, subito dopo si lamenta del fatto che chi non è ancora nel settore sarà avvantaggiato, non specificando il perché e sorvolando allegramente sul conflitto d’interesse visto che è amministratore sia di Fs che di Rfi (il gestore delle rete).