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MANOVRA/ Far fruttare il patrimonio immobiliare pubblico? Una soluzione c'è

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

In questo modo non verrebbero sanate le discriminazioni e i diversi trattamenti tra i cittadini di diversi quartieri e di diverse città, che restano come una testimonianza dell’assoluta incapacità di organi della partitocrazia spartitoria quali sono, in grande misura, ancora Inps, Inail, Inpdap ecc. Ma dubito che,senza di essa, il ministero del Welfare, affidato alle mani di un esperto come Maurizio Sacconi, possa impostare finalmente una politica della casa per venire incontro alle esigenze delle giovani coppie e delle famiglie dei cittadini extra-comunitari.

 

Si tratta di una vicenda oramai annosa che è stata di recente ricostruita analiticamente da Mario Milone nel volume Scippopoli, edito a Napoli quest’anno. In sintesi i cosiddetti immobili di pregio (non più di 2.000 su oltre 90.000 unità), trasferiti alla SCIP Srl nel 2001 e nel 2002, sono stati sottratti alla più nota regola di mercato. Essa prevede per la vendita dell’immobile occupato la riduzione del 30 percento sul prezzo di mercato determinato per lo stesso immobile libero. Da anni è vigente una normativa illogica, varata dal precedente Governo, che sottrae a questa elementare regola di mercato gli immobili di maggior valore (immobili cosiddetti di pregio alienati ovviamente in base ad una maggiore stima).

 

“Tale esclusione - scrive Milone - determina una ingiustificata disparità di trattamento tra le 2.000 famiglie coinvolte e tutte le altre 90.000 complessivamente interessate dalle vendite che hanno potuto legittimamente acquistare la propria abitazione con l’applicazione della suddetta riduzione, nell’ambito dello stesso processo di dismissione patrimoniale pubblico e sulla base delle stesse leggi dello Stato”. È il caso, ad esempio, degli immobili di Roma di Piazza Adriana e Piazza Cavour, o quelli di Viale Filopanti e Piazza Roosevelt a Bologna.

 

La fine del contenzioso giudiziario e la vendita di questi immobili consentirebbe la formazione di un fondo iniziale per avviare finalmente una politica riformista di edilizia pubblica. Vi sono interessati i ministeri di Tremonti, Sacconi, Romani e Prestigiacomo (per l’ambiente). Dalla loro collaborazione dipende che i tempi di esecuzione siano spediti e vengano garantiti margini di profitti analoghi a quelli che il potere pubblico e gli imprenditori privati ricavano dalla collaborazione a questa impresa comune in Spagna e Francia. A documentarlo, tempo fa, è stata una bella inchiesta di Report (non importa l’orientamento politico), il programma che Milena Gabanelli dirige su Raitre.

 

(Salvatore Sechi)

 

 



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