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FINANZA/ 3. Gli “imbrogli” che ci regalano un euro al collasso

In questa crisi sono tante le statistiche che circolano. Usarle male, spiega JAMES CHARLES LIVERMORE, può rivelarsi insidioso

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Alcuni giorni fa, mentre ero immerso nell’ennesimo documento pubblicato dal Comitato di Basilea, l’agenzia di stampa Reuters ha pubblicato una di quelle notizie che, strappando un sorriso amaro, spiegano l’attuale congiuntura meglio di molti numeri.

Questi i fatti riportati dall’agenzia inglese. Madrid, tarda mattinata. Davanti agli uffici del Banco di Bilbao, una piccola folla si va raggruppando all’ingresso dell’istituto. Le persone in fila sono accomunate da un interesse che ha ben poco di finanziario: si tratta degli iscritti a una maratona benefica, organizzata dalla banca stessa, che si terrà da lì a qualche giorno. Gli aspiranti corridori sono semplicemente in attesa di ricevere il proprio numero di gara.

In pochi minuti i passanti cadono in preda al panico e, trasformatisi in centometristi, si precipitano alla filiale per sincerarsi sulle condizioni dei propri risparmi. La voce si sparge per la capitale e solo il pronto intervento dell’istituto scongiura una folle corsa agli sportelli: come confermato da un portavoce della banca, si trattava solo di una maratona benefica.

Già in epoca scolastica, chi tornava a casa con pagelle non proprio brillanti, sapeva che gestire la comunicazione di una notizia è importante almeno quanto la notizia stessa. Sui mercati, dove al posto di due genitori apprensivi ci sono operatori dal cardiopalmo di un maratoneta all’ultimo chilometro, la storia non cambia: gestire bene le emergenze è importante. Far capire che le emergenze sono gestite bene lo è ancora di più.

Un breve esempio, tratto dalle cronache recenti. Luglio 2010. Il Cebs (il Comitato europeo dei supervisori bancari) pubblica i risultati del fatidico stress test: Bank of Ireland e Allied Irish Bank passano il test a pieni voti. Anglo Irish Bank, ormai completamente nazionalizzata, viene esclusa dal perimetro del test (cosa potrà mai accadere a una banca salvata dallo Stato?). Sull’utilità di questo test, gli osservatori economici si erano già pronunciati su queste pagine senza troppe illusioni (anch’io avevo dedicato un articolo all’argomento, proprio alla vigilia dei risultati). Cinque mesi dopo, la beffa: la tigre celtica annaspa in un mare di debiti.


COMMENTI
17/12/2010 - l'avevo scritto anch'io (celestino ferraro)

Non sono un economista, ma l'ho scritto anch'io che questa differenza di rating fra i vari paesi della Ue, con la stessa moneta, è una balordaggine degna del fallimento. Non è possibile che i titoli di Stato greci rendano il 9% e quelli tedeschi lo 0,6%. L'euro è uno scartiloffio che fa comodo solo ai tedeschi: fallirà! CF