BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

SCENARIO/ Pelanda: ecco quanto vale il voto di fiducia al Governo

L'Italia, spiega CARLO PELANDA, potrebbe crescere del 2% nel 2011 rispetto all'1,2% previsto. Sempre che non si indebolisca il governo

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

La ripresa dell’economia italiana, pur ancora lenta, sta finalmente accelerando. La crescita del Pil nel 2010 si assesterà un po’ sopra l’1%. Ora bisogna chiedersi se la crescita manterrà un ritmo lento o potrà accelerare di più nel 2011, individuando le condizioni e le probabilità del secondo scenario.

Primo di tutto va valutato l’andamento del mercato globale,in quanto la ripresa italiana è principalmente trainata dall’export.Le previsioni, al momento, mostranouna lieve riduzione della crescita mondiale a causa di un rallentamento dell’economia in Cina, sottoposta a una stretta per contenere l’inflazione, e a una ripresa ancora debole del mercato americano.

Chi scrive è più ottimista al riguardo degli Stati Uniti perché, usando schemi analitici non lineari che cercano di individuare i punti di inversione dei cicli economici, ipotizza che in primavera vi sarà un impulso alla crescita grazie alla conferma della detassazione dovuta al cambio di maggioranza nel Congressoche impedirà all’Amministrazione Obama di aumentare i carichi fiscali. Se non succederanno fracassi (guerre, crollo dell’euro e del sistema bancario internazionale) la sorpresa americana avrà un effetto boom diffuso sul mercato mondiale e trainerà ancor di più il nostro export.

Al punto che il problema, ora considerato remoto, dell’inflazione potrebbe diventare prioritario. Ma anche se tale fenomeno si realizzasse con minore intensità, comunque il traino esterno della crescita italiana resterebbe piuttosto forte. Su questo lato possiamo contare su un effetto accelerante. Su quello interno, invece, l’economia italiana è ancora frenata dalla recessione nei settori delle costruzioni e dell’agricoltura nonché da una, pur non vistosa, riduzione del credito. Inoltre i tagli alla spesa pubblica ridurranno la quantità di denaro inserito nell’economia da questa fonte.

Pertanto le priorità della politica economica italiana, per accelerare la crescita sono: (a) programma di facilitazione e incentivi per riaccendere il mercato immobiliare; (b) impiego accelerato delle riserve residue, pur poche, di denaro pubblico per nuove infrastrutture; (c) stimolazioni per il mercato agricolo e alimentare. A cui aggiungerei: (d) stimolazioni fortissime per il turismo che, pur vivo, non traina come potrebbe la crescita.


COMMENTI
14/12/2010 - ing. De Benedetti e mercatismo (attilio sangiani)

l'on.Cicchitto ha citato l'ing.De Benedetti come "convitato di Pietra" al dibattito di oggi alla Cemera dei Deputati. Ottima citazione,che finalmente potrebbe squarciare il velo che nasconde il vero "padrone" della sinistra italiana,che impedisce ogni seria riforma,dalla Costituzione,alla scuola,alla giustizia e quant'altro.De Benedetti rilevò la OLIVETTI,all'avanguardia nell'elettronica e nei calcolatori,e la rottamò,con le conseguenze che tutti sappiamo. Poi acquistò il quotidiano "La Repubblica" e non solo non lo rottamò,ma ne fece il bollettino del PCI nonchè il "vangelo laicista" dei radical-schic e oggi della sinistra italiana.Compresa la modesta porzione che continua il tragico errore della "sinistra di BASE "della ex-D.C.,discepola di Giuseppe Dossetti e di Gramsci. Il Governo smithiano non è certo quello italiano attuale,semmai quello europeo e quello di Prodi,sia in Italia sia alla UE. Vera concausa della lentezza dell'economia italiana pare proprio che sia il "mercatismo",di cui la sinistra si è inebriata,dopo la sbornia marxista,facento finte privatizzazioni,simili a quelle della Russia post-sovietica :IRI,Banche,Telecom,ecc.

 
14/12/2010 - Voto/non voto, fiducia/sfiducia... (Lorenzo ROMANO)

Ormai è chiara una cosa: la politica liberistacapitalista praticata in modo assolutamente free (mano invisibile, A. Smith) tanto benvoluta in seno UE non porta da nessuna parte, come già dimostrato col passato remoto tatcheriano! E' inutile prendersela con un Governo che segue pedissequamente tali diktat, L'AD Fiat è l'unico che l'ha capito ed ora attua le teorie marxiane anche se al contrario... Il Governo potrà avere la fiducia, la Fiat diverrà concorrenziale, si potrà ricominciare con i condoni edilizi ecc. ma il mercato europeo ormai è un "mercato chiuso" verso l'esterno ed è piuttosto "aperto" se visto dall'esterno, in queste condizioni non c'è più la possibilità di sfamare tutti! Si può fare qualcosa, ad esempio se l’AD Fiat invece di pensare ad “ottimizzare gli impianti” sul modello H. Ford (massimizzazione dei profitti) copiasse l’Ing. A. Olivetti (Presidente della Ing. C. Olivetti & C. negli anni ’50 azienda leader assoluta a livello mondiale, poi “sfasciata” da un altro Ing.) allorché creò Ivrea, sicuramente potrebbe beneficiare i lavoratori con un buon Welfare - anziché barattare e monetizzare il loro impegno - trasformando le perdite in immobili a loro concessi in uso e sarebbe un grossissimo affare! Purtroppo, non è così almeno fin quando l’UE continuerà con i suoi strampalati esercizi di politica economica. (Per saperne di più leggere “New Economy & Capitalismo” Edizioni Associate – Roma, 2008 oppure scrivere a: rolo7@tiscali.it)