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IL CASO/ C'è un’Italia che vince in Cina, ma perde in casa

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Per tentare di invertire la tendenza del debito alla crescita e ricominciare a farlo calare, è necessario riporre mano alle privatizzazioni, potenzialmente ancora ricche di introiti preziosi per le casse pubbliche, soprattutto se gestite con mano diversa da quella usata in passato. Ma sarà anche fatale che arrivino ulteriori vincoli di bilancio.

 

La risposta che la politica dichiara di voler dare al problema si sa qual è: il federalismo fiscale. Una sorta di toccasana, perché permetterebbe di riportare finalmente sotto controllo la spesa pubblica impazzita delle periferie, responsabilizzandone i gestori. È possibile che sia una cura efficace, ma il suo limite è quello di non essere tempestiva: è solo dal 2017 che i costi standard delle amministrazioni regionali virtuose - esempio per tutti: la Lombardia nella sanità - diventeranno il parametro di riferimento per le regioni del Sud che saranno obbligate a dimenticare i loro costi storici per determinare i budget futuri. Ancora cinque anni di manica larga? Impensabile!

 

Impensabile e punitivo per l’“altra Italia”, quella che continua a lavorare e a rischiare in proprio, che ha superato la crisi finanziaria ed è alla prese con quella economica, che sta imparando a fare a meno delle banche “amiche” di una volta, dove conoscevi il direttore di filiale e ci parlavi con semplicità. L’altra Italia che sa sempre cavarsela, insomma, ma che è spiazzata dalla pompa idrovora di un fisco insaziabile, tuttora unica arma in mano alla politica per tamponare le falle della spesa improduttiva.

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COMMENTI
16/12/2010 - pompa idrovora (Diego Perna)

"pompa idrovora di un fisco insaziabile" Questa straordinariamente metaforica, quasi onomatopeica definizione di come il fisco si appropria di tutte quelle risorse che lasciate in mano alle imprese e alle famiglie potrebbero risollevare l'economia del paese, creando innovazione e lavoro li dove serve, e alleviare le sofferenze economiche di molte famiglie, purtroppo non suggerirà ai ns ministri economici nessuna mossa per ridurne il potente risucchio. La mia preoccupazione è che sarà a breve, ancora più forte, magari in maniera occulta o camuffata, per la stabilità nei confronti di un' Europa, che come diceva Jhon Waters chiama salvataggio un prestito ad usura per salvare, non i cittadini irlandesi, ma le potenti banche tedesche,francesi, ecc. Questo denaro riversato a fiumi dovrà essere rimborsato,e a me pare che i debiti, che diverranno sempre più grossi, li pagheranno i più deboli, come accade da che mondo è mondo. Detto ciò, è preferbile leggere gli articoli che parlano del desiderio, senza trascurare quanto succede alla vita concreta ogni giorno, anzi forse non avrebbero senso e sarebbero inutili se il desiderio, non facesse i conti, anche con ciò che scrive Bottarelli. Comunque la definizione del fisco italiano è eccellente, sembra quasi esagerata pur non essendolo, tale che ad alcuni potrebbe sembrare solo una battuta da cabaret per fare ridere. C'è poco da ridere, forse sorridere, desiderando di pagare, un bel giorno, meno tasse,anche nessuna. Buona giornata