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FINANZA/ 1. Kennedy "difende" l'Italia contro i maestri del sospetto

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Chi fomenta tali sospetti di solito non si è mai impegnato seriamente con nulla, ma purtroppo trova sponda nei media che invece di ricercare riscontri oggettivi si prestano a un gioco scellerato. E per chi è vittima di tali insinuazioni è quasi impossibile difendersi. “Non chiedetevi cosa può fare il vostro paese per voi. Chiedetevi cosa potete fare voi per il vostro paese”, diceva J.F. Kennedy. Mi piacerebbe girare la domanda a questi maestri del sospetto.

 

Si continua, infatti, a sottolineare la bassa crescita del paese, ma poi si penalizza la capacità di iniziativa di persone e imprese. È un modo di procedere profondamente falso. E anche la politica fatica a essere incisiva nonostante i generici appelli al bene comune. Lo stesso caso Marchionne, al di là del giudizio di merito che ognuno può avere, è il segno di un’emergenza di fronte a un paese che non riesce a rinnovarsi, timoroso nel liberarsi di riti stanchi e di vecchi tabù.

 

Rappresenta una rivoluzione che ha spezzato convenienze e consuetudini ormai incapaci di fare i conti con quanto sta succedendo nel mondo. Soluzioni culturalmente dirompenti dunque. Più che contrastare in modo preconcetto quanto propugna Marchionne, bisogna però semmai capire a quali mali cerca di rispondere. E poi occorre ripartire dai tanti esempi virtuosi di cui è ancora ricco il nostro paese, testimonianza chiara di un modo diverso di affrontare i problemi senza fuggire dalle proprie responsabilità. 



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