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Economia e Finanza

FINANZA/ 2. Le cinque domande dei mercati per il 2011

La politica ha un ruolo sempre più crescente per il futuro dei mercati. Per il 2011, spiega MAURO BOTTARELLI, sono cinque i temi chiave

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Volente o no, l’attuale crisi del debito europeo sta sortendo un effetto collaterale che potrebbe mutare il volto dei rapporti di forza all’interno del mondo economico-finanziario: la rivincita della politica. L’idea stessa di un’unione fiscale europea, di un ufficio centrale per la gestione del debito e la possibilità di emettere debito a lungo termine sono temi attuali, discussi: fino a tre mesi fa erano una pura chimera nella testa di qualche socialista francese.

Per Gary Jenkins della Evolution Securities «se i rendimenti dei bond continueranno a salire in questo modo, sarà inevitabile la nascita de facto di un’unione fiscale con un ufficio centrale di gestione del debito e un governo europeo delle obbligazioni, all’inizio sotto gli auspici del Fondo di stabilità finanziaria». L’alternativa è un caotico avvicinamento a una situazione ingestibile per le casse della Bce, visto che dopo il Portogallo toccherà alla Spagna mettersi in coda per una salvataggio e, subito dopo, forse all’Italia stessa: a quel punto i costi saliranno rapidamente ed esponenzialmente e l’euro finirà sotto pesantissima pressione.

E all’interno di questo quadro si va a inserire anche la situazione bancaria. Se l’euro finirà nella spirale della possibile disintegrazione, il sistema bancario europeo potrebbe affrontare un taglio sul debito del 30%. Il combinato di banche tedesche, francesi e britanniche presenta un’esposizione verso il debito periferico pari a 1200 miliardi di euro, con gli istituti del Regno Unito esposti solo verso il debito irlandese per 139 miliardi di sterline. Stando a una simulazione di worst-case-scenario fatta da Evolution, se l’euro collassasse la perdita automatica che subiranno le banche sarà di 400 miliardi di euro: «E questa sarebbe una perdita finale, definitiva, non un giochino basato sul mark-to-market».

Sempre per il report di Evolution, il punto di rottura che obbligherebbe la Germania a ragionare fattivamente su un’ipotesi di unione fiscale - o di abbandono dell’Ue per l’opzione del doppelmark - è un rendimento dei bond spagnoli tra il 6% e l’8%: attualmente il decennale paga un 5,46%, un incremento di 144 punti base in tre mesi. E questo sarebbe devastante per il Belgio, le cui banche sono le più esposte in Spagna insieme a Barclays: detto fatto, anche Bruxelles finirebbe in coda per un aiuto dall’Ue.


COMMENTI
21/12/2010 - Una sesta domanda (J B)

Viste le ottime domande di Bottarelli, ne pongo una sesta come logica conclusione delle risposte che mi sono dato alle sue domande. Dove va il prezzo dell'oro? E dell'argento? La mia risposta è: guardate il cielo. Buon Natale a tutti.

 
21/12/2010 - Meglio che questa politica non risponda… (Giuseppe Crippa)

Come spesso accade l’articolo di Mauro Bottarelli è tanto interessante quanto lungo: sono arrivato spossato alla fine, ma i pochi neuroni rimasti (comunque più di uno, non essendo interista) si sono riattivati alla lettura dell’interessante PS. Credo però che Bottarelli sopravvaluti il potere dell’informazione di Sky, che in Italia non mi sembra così influente e soprattutto confido nella sempre maggior diffusione di una libera informazione on line. Questo mi sembra il vero fronte da tutelare, anche da eventuali improvvidi interventi della Commissione Europea.