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Economia e Finanza

FINANZA/ 2. Le cinque domande dei mercati per il 2011

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1) Sopravviverà l’euro? «Le unioni valutarie sono essenzialmente progetti politici», stando al giudizio di Alan Brown, capo investimenti alla Schroders, quindi la risposta al dilemma deve giungere da palazzi istituzionali e non da grattacieli sedi di hedge funds. I costi di un crollo dell’euro sarebbero vasti, ma quelli per preservarlo nell’attuale stato non sarebbero da meno: se poi il debito spagnolo finirà sotto ulteriore pressione, i regolatori dovranno decidere di agire sui fondamentali e non passare da un salvataggio all’altro.

 

2) I mercati sviluppati torneranno in recessione? L’argomento qui si basa sul fatto che i tassi di interesse non possono scendere più di così, il sistema bancario è fragile e il cosiddetto rebuilding finito: non c’è più benzina nel serbatoio delle vie d’uscita. Per ora le aziende sono ancora provviste di cash e i consumatori hanno ancora denaro da spendere: ma per quanto ancora? E a quali condizioni?

 

3) I mercati emergenti andranno in ebollizione? Qualcuno pensa che lo siano già, con inflazione crescente e banche centrali che cercano di svalutare le valute per preservare la competitività. C’è da sperare che la crisi asiatica del 1998 abbia insegnato qualcosa ai regolatori.

 

4) Il mercato azionario tornerà a perdere? «Attualmente le azioni appaiono attrattive rispetto ai bond, ma questa è solo la conseguenza della sopravvalutazione delle obbligazioni», risponde a ilsussidiario.net Tim Drayson, capo economista alla Legal&General. In aggregato, le compagnie stanno generando profitti forti e son ben fornite di cash, ma le azioni sono assets rischiosi e vulnerabili ai cambi d’umore del mercato.

 

5) Gli Usa hanno una exit strategy? Le autorità statunitensi hanno applicato finora l’equivalente fiscale e monetario di un defibrillatore per i comatosi consumatori Usa. Ma ora? Sia nel Regno Unito che nella maggior parte dei paesi dell’eurozona sono in atto politiche di austerity, mentre gli Stati Uniti non hanno un piano valido per tagliare le loro finanze e con il Congresso spaccato dopo le elezioni di mid-term, assemblarne e approvarne uno sarà arduo. Forse ora questa situazione non appare pericolosa, ma tra poco lo sarà.

 

L’anno prossimo sarà fondamentale per tutti noi e per gli equilibri stessi del sistema globale: e tocca alla politica riprendersi il primato che le compete in situazioni simili. Voi siete ottimisti al riguardo?


COMMENTI
21/12/2010 - Una sesta domanda (J B)

Viste le ottime domande di Bottarelli, ne pongo una sesta come logica conclusione delle risposte che mi sono dato alle sue domande. Dove va il prezzo dell'oro? E dell'argento? La mia risposta è: guardate il cielo. Buon Natale a tutti.

 
21/12/2010 - Meglio che questa politica non risponda… (Giuseppe Crippa)

Come spesso accade l’articolo di Mauro Bottarelli è tanto interessante quanto lungo: sono arrivato spossato alla fine, ma i pochi neuroni rimasti (comunque più di uno, non essendo interista) si sono riattivati alla lettura dell’interessante PS. Credo però che Bottarelli sopravvaluti il potere dell’informazione di Sky, che in Italia non mi sembra così influente e soprattutto confido nella sempre maggior diffusione di una libera informazione on line. Questo mi sembra il vero fronte da tutelare, anche da eventuali improvvidi interventi della Commissione Europea.