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FINANZA/ Una "tempesta" d'oro pronta a partire dalla Spagna

Pubblicazione:giovedì 23 dicembre 2010

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Attenzione, il punto di non ritorno è all’orizzonte. A confermarlo ci ha pensato ieri il professor Willem Buiter, capo economista di Citigroup e uomo le cui previsioni si concretizzano nella maggior parte dei casi, secondo cui «l’eurozona è paralizzata in una sorta di gioco del pollo tra la Bce e i governi europei in carico delle politiche fiscali, ovvero le due parti stanno cercando di scaricare le responsabilità per il salvataggio di Sud Europa e Irlanda, di fatto facendo crescere esponenzialmente i rischi di contagio. Il mercato non aspetterà certamente fino a marzo affinché le autorità europee agiscano insieme. Potremmo dover assistere a parecchi default sovrani e fallimenti bancari. Questo è un combinato di crisi bancaria e sovrana, un cocktail velenoso. La risposta politica è stata totalmente inadeguata, è stata stanziata una quantità ridicola di denaro per una crisi davvero grande. La ristrutturazione di alcuni debiti sovrani è inevitabile, Portogallo e Spagna in testa, ma se non si trova una soluzione a livello europeo la traiettoria del debito diverrà insostenibile».

 

Insomma, la questione è tutta politica: la Bce può vantare un asset intangibile tra i 2mila e i 4mila miliardi di euro in base al suo diritto statutario di creare moneta; quindi potrebbe intervenire su ampia scala se solo lo volesse: ma lo vuole? Per Buiter, «i politici tedeschi vedono la monetizzazione del debito sovrano come la strada verso Weimar, quindi vogliono che la Bce sia l’erede della Bundesbank e non della Reichsbank». Più chiaro di così.

 

Ma per il professor Buiter non solo l’Europa è a forte rischio: la maggior parte del mondo occidentale, infatti, dovrà affrontare una crisi fiscale. Le dinamiche del debito giapponese già stanno avvicinandosi al punto di rottura in cui l’emissione di debito supera i risparmi interni, forzando quindi le opzioni di finanziamento verso l’estero: «Secondo voi, chi comprerà bond di una nazione con il debito al 220% del Pil a un tasso dell’1,25% risk-free?». E gli Usa? «Il debito pubblico statunitense è già al 93% de Pil, ma se si includono i debiti di Fannie e Freddie siamo già al 130%, quasi pari alla Grecia. Se il rendimento dei Treasury salirà ancora di un punto percentuale, beh allora a quel punto si faranno male: è solo questione di tempo prima che i mercati si concentrino sugli Usa e allora saremo davvero all’ultimo dei Mohicani, con la sola Norvegia al sicuro».

 

Insomma, c’è una tempesta perfetta in preparazione sui mercati del debito sovrano e questo può potenzialmente mettere un missile sotto il prezzo dell’oro e mandarlo in orbita, parliamo di 2500 dollari l’oncia. Ma cosa potrebbe far scattare l’ingranaggio descritto dal professor Buiter? La Spagna. Con entrate fiscali decimate, non solo le previsioni per il deficit di budget spagnolo saranno tra il 7% e l’8% l’anno prossimo, ma gli analisti di Barclays Capital stimano che le necessità lorde di finanziamento del paese saranno di 226 miliardi di euro, equivalente al 20% del Pil. Inoltre, le banche iberiche hanno necessità di roll-over di finanziamento pari a 200 miliardi di euro nel 2011-2012, 40 dei quali nel primo trimestre del prossimo anno.


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COMMENTI
24/12/2010 - Buon Natale Bottarelli (J B)

In ritardo, ma complimenti per il bel articolo e auguri di Buon Natale. Spero nel 2011 continui con i suoi articoli assolutamente necessari e spero voglia prestare indagare fino alla radice del problema, ovvero cosa è il denaro. A proposito è di recente uscito un libro così intitolato che sono sicuro può trovare in rete. L'oro (meglio se fisico) è un buon investimento da ormai dieci anni. Spero gli investitori e le famiglie comincino a capirlo, invece di andare dai compro-oro e venderlo per ricevere in cambio carta straccia. Sarebbe interessante un Suo articolo anche sull'argento e nel particolare il problema che JP Morgan ha al riguardo - da attento studioso sono sicuro non Le è sfuggita la questione. Auguro anche un buon Natale al lettore che ritiene creare moneta dal nulla sia la soluzione. Non lo è e non lo è mai stata nella storia dell'uomo. Non esiste un pranzo gratis. L'economia cresce su risparmi e produzione. Non sul debito o sulla massa monetaria inflazionata dalle banche centrali.

 
23/12/2010 - e la Germania ? (attilio sangiani)

i banchieri tedeschi,scottati dall'acqua calda nel 1923,ancora oggi ( i loro successori,ovviamente ) hanno paura dell'acqua fredda. Forse occorrerebbe che dessero più attenzione alla "economia reale" e non si opponessero alla produzione di moneta da parte della BCE,come hanno sempre fatto e fanno gli Istituti non ingessati.,come, e alla grande,la FED. Se non si stimola la produzione di reddito "reale",ci si avvita in un circolo perverso,che porta all'impoverimento,mentre ci sono le condizioni per un "reale" progresso economico.

 
23/12/2010 - Buon Natale (Diego Perna)

Approfitto per fare a Bottarelli e a tutta la redazione gli auguri di Buon Natale, anche al Sig. Catozzi per dirgli che molti le vacanze sulla neve possono soltanto sognarsele e non è colpa di chi scrive articoli di finanza ed economia !!

 
23/12/2010 - Pausa Natalizia (Eros Catozzi)

Caro mauro ,almeno per Natale prenditi una pausa sulle tue lugubri previsioni sull'Europa ..passa il Natale in Famiglia ,prega un po' di piu' del solito , e poi fatti una vacanza sulla neve ..E forse capirai che c'e' anche qualcosa di bello nel Mondo...con affetto un tuo lettore ...