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FINANZA/ Una "tempesta" d'oro pronta a partire dalla Spagna

Pubblicazione:giovedì 23 dicembre 2010

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

In altre parole, il combinato delle necessità finanziamento dei primi tre mesi del 2011 tra governo (circa 30 miliardi) e banche (40 miliardi), toccherebbe quota 70 miliardi di euro: in tempi normali, i mercati potrebbero correre in soccorso a queste esigenze. Ma questi non sono tempi normali. Gli investitori dell’obbligazionario, infatti, sono già molto spaventati dalla capacità spagnola di finanziare i suoi prestiti, con il rendimento del decennale al 5,7%, un incremento di 170 punti base negli ultimi due mesi.

 

Martedì scorso a Madrid si è tenuta l’ultima asta di titoli di Stato dell’anno, con un ulteriore aumento dei rendimenti pagati e previsioni ancora peggiori per il 2011. Pur avendo venduto 3,9 miliardi di debito in obbligazioni trimestrali e semestrali dei 4 stabiliti, i rendimenti parlano chiaro, calcolando anche il fatto che si tratta di titoli a breve scadenza e quindi con yields bassi, per cui anche un minimo spread è da giudicare importante: il trimestrale è salito al 1,804% dall’1,743% del 23 novembre, mentre il semestrale è salito al 2,597% dal 2,111%. Pensate che a gennaio di quest’anno il Tesoro spagnolo pagava un rendimento dello 0,38% sul trimestrale e dello 0,483% sul semestrale: martedì scorso il premio di rischio chiave sul debito spagnolo misurato sullo spread con il Bund era attorno a 260 punti base, sotto la quota record di 300.

 

Per Orlando Green, analista di Credit Agricole, «nel 2011 si aspettano tempo duri per Spagna, Portogallo e anche Italia». Per Lorenzo Baraldo de Quiros, economista alla Freemarket Corporate Intelligence, «è altamente probabile che la situazione spagnola divenga insostenibile se i costi della collocazione del debito e il premio di rischio per garantire liquidità al settore pubblico e privato continueranno a salire e se le costrizioni finanziarie continueranno». Che fare, quindi? L’unica opzione pare quella di un massiccio acquisto di bond spagnoli da parte della Bce, ma Berlino non sembra voler ascoltare questa campana.

 

Un fattore sconosciuto e tutto da decifrare è invece quello riguardo il punto in cui Madrid potrebbe decidere che non ha alcun senso finanziario pagare un alto tasso di interesse - più del 7% per il decennale - per restare sul mercato. In effetti, la Spagna ha creato una riserva di contante attraverso l’over-borrowing nei mesi scorsi pari a circa 20 miliardi di euro e il costo medio del suo carico di debito totale è ancora a un modesto 3,5%. Inoltre, come detto prima, lo spread tra titoli spagnoli e Bund e al di sotto di quota 300 e molti analisti sottolineano come l’Irlanda sia stata obbligata a ricorrere al salvataggio quando il suo differenziale ha toccato quota 450 punti base.


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COMMENTI
24/12/2010 - Buon Natale Bottarelli (J B)

In ritardo, ma complimenti per il bel articolo e auguri di Buon Natale. Spero nel 2011 continui con i suoi articoli assolutamente necessari e spero voglia prestare indagare fino alla radice del problema, ovvero cosa è il denaro. A proposito è di recente uscito un libro così intitolato che sono sicuro può trovare in rete. L'oro (meglio se fisico) è un buon investimento da ormai dieci anni. Spero gli investitori e le famiglie comincino a capirlo, invece di andare dai compro-oro e venderlo per ricevere in cambio carta straccia. Sarebbe interessante un Suo articolo anche sull'argento e nel particolare il problema che JP Morgan ha al riguardo - da attento studioso sono sicuro non Le è sfuggita la questione. Auguro anche un buon Natale al lettore che ritiene creare moneta dal nulla sia la soluzione. Non lo è e non lo è mai stata nella storia dell'uomo. Non esiste un pranzo gratis. L'economia cresce su risparmi e produzione. Non sul debito o sulla massa monetaria inflazionata dalle banche centrali.

 
23/12/2010 - e la Germania ? (attilio sangiani)

i banchieri tedeschi,scottati dall'acqua calda nel 1923,ancora oggi ( i loro successori,ovviamente ) hanno paura dell'acqua fredda. Forse occorrerebbe che dessero più attenzione alla "economia reale" e non si opponessero alla produzione di moneta da parte della BCE,come hanno sempre fatto e fanno gli Istituti non ingessati.,come, e alla grande,la FED. Se non si stimola la produzione di reddito "reale",ci si avvita in un circolo perverso,che porta all'impoverimento,mentre ci sono le condizioni per un "reale" progresso economico.

 
23/12/2010 - Buon Natale (Diego Perna)

Approfitto per fare a Bottarelli e a tutta la redazione gli auguri di Buon Natale, anche al Sig. Catozzi per dirgli che molti le vacanze sulla neve possono soltanto sognarsele e non è colpa di chi scrive articoli di finanza ed economia !!

 
23/12/2010 - Pausa Natalizia (Eros Catozzi)

Caro mauro ,almeno per Natale prenditi una pausa sulle tue lugubri previsioni sull'Europa ..passa il Natale in Famiglia ,prega un po' di piu' del solito , e poi fatti una vacanza sulla neve ..E forse capirai che c'e' anche qualcosa di bello nel Mondo...con affetto un tuo lettore ...