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FINANZA/ Una "tempesta" d'oro pronta a partire dalla Spagna

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Per Bernaldo de Quiros, «la Spagna è troppo grande per essere salvata nello stesso modo di Grecia, Irlanda e - tra poco - Portogallo. L’unica opzione sarebbe quella di un trattamento a lungo termine basato su una combinazione di programmazione del budget, riforme economiche strutturali, una moratoria dei pagamenti del debito sia pubblico che privato e un’allocazione di fondi per ripulire il sistema finanziario». Per Elisabeth Afseth, analista alla Evolution Securities, «il mercato sta perdendo fiducia nella Spagna e nei periferici, poiché la Bce non sembra intenzionata a comprare bond iberici e l’ultimo summit europeo a Bruxelles si è risolto in un niente di fatto».

 

Per Nick Matthews, economista per l’Europa a RBS, «se la Spagna finirà nei guai, occorrerà fare qualcosa. O la Bce comprerà massicciamente bond spagnoli oppure la facility europea salva-Stati dovrà essere ampliata. Il Portogallo quasi certamente dovrà chiedere aiuto, ma anche le probabilità della Spagna sono molto alte». Già, perché Madrid non deve fare i conti solo coi guai del debito sovrano, ma anche con quelli delle proprie banche, soprattutto quelle con un alta percentuale di prestiti denominati in mutui. Come, ad esempio, Ibercaja, cassa di risparmio di Saragozza, con una quota del 53% o Bankinter SA di Madrid con una quota del 46%, un cds a 330 punti base e la poco lodevole posizione di quinta peggior banca su 53 tra quelle sottoposte a rating da Bloomberg Europe Banks.

 

«L’ammontare dei mutui che una banca ha erogato ci dà un’indicazione su chi sta per fronteggiare la maggior pressione sui profitti», dichiara Daragh Quinn, analista a Nomura International: «Più mutui retail detieni, più difficile sarà riprezzare il tuo book dei prestiti». Inoltre, la proporzione di “prestiti cattivi” sul totale di quelli spagnoli ha toccato quota 5,67% a ottobre, il livello più alto dal gennaio 1996. Di più, anche i costi dei depositi sono saliti: la rata media pagata per depositare denaro per un anno è al 2,62%, comparata all’1,13% in Germania. E, peggio ancora, il 13 dicembre scorso Moody’s ha reso noto che le banche spagnole hanno riconosciuto e dichiarato solo la metà degli stimati 176 miliardi di euro di perdite che devono assorbire nei loro prestiti: le banche spagnole, inoltre, hanno una limitatissima capacità di generare profitti, visto che il profitto consolidato a nove mesi delle banche commerciali e di risparmio è sceso del 18% in un anno a quota 14,3 miliardi di euro. Non è un caso che siano in atto tredici processi di fusione bancaria, destinati a portare a 17 da 45 il numero di casse di risparmio: operazione sostenuta dal governo con un fondo da 11 miliardi di euro.


COMMENTI
24/12/2010 - Buon Natale Bottarelli (J B)

In ritardo, ma complimenti per il bel articolo e auguri di Buon Natale. Spero nel 2011 continui con i suoi articoli assolutamente necessari e spero voglia prestare indagare fino alla radice del problema, ovvero cosa è il denaro. A proposito è di recente uscito un libro così intitolato che sono sicuro può trovare in rete. L'oro (meglio se fisico) è un buon investimento da ormai dieci anni. Spero gli investitori e le famiglie comincino a capirlo, invece di andare dai compro-oro e venderlo per ricevere in cambio carta straccia. Sarebbe interessante un Suo articolo anche sull'argento e nel particolare il problema che JP Morgan ha al riguardo - da attento studioso sono sicuro non Le è sfuggita la questione. Auguro anche un buon Natale al lettore che ritiene creare moneta dal nulla sia la soluzione. Non lo è e non lo è mai stata nella storia dell'uomo. Non esiste un pranzo gratis. L'economia cresce su risparmi e produzione. Non sul debito o sulla massa monetaria inflazionata dalle banche centrali.

 
23/12/2010 - e la Germania ? (attilio sangiani)

i banchieri tedeschi,scottati dall'acqua calda nel 1923,ancora oggi ( i loro successori,ovviamente ) hanno paura dell'acqua fredda. Forse occorrerebbe che dessero più attenzione alla "economia reale" e non si opponessero alla produzione di moneta da parte della BCE,come hanno sempre fatto e fanno gli Istituti non ingessati.,come, e alla grande,la FED. Se non si stimola la produzione di reddito "reale",ci si avvita in un circolo perverso,che porta all'impoverimento,mentre ci sono le condizioni per un "reale" progresso economico.

 
23/12/2010 - Buon Natale (Diego Perna)

Approfitto per fare a Bottarelli e a tutta la redazione gli auguri di Buon Natale, anche al Sig. Catozzi per dirgli che molti le vacanze sulla neve possono soltanto sognarsele e non è colpa di chi scrive articoli di finanza ed economia !!

 
23/12/2010 - Pausa Natalizia (Eros Catozzi)

Caro mauro ,almeno per Natale prenditi una pausa sulle tue lugubri previsioni sull'Europa ..passa il Natale in Famiglia ,prega un po' di piu' del solito , e poi fatti una vacanza sulla neve ..E forse capirai che c'e' anche qualcosa di bello nel Mondo...con affetto un tuo lettore ...