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FINANZA/ Bertone: vi presento il 2011 "spericolato" di Europa e Italia

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Auguri. La Cina li ha fatti a modo suo, proprio il giorno di Natale, sottoforma di un nuovo aumento dei tassi. Per la seconda volta in due mesi, la banca centrale ha stretto i cordoni della Borsa, dopo aver lasciato invariato il costo del denaro per tre anni.

 

È una buona notizia, se collegata al buonumore che, da qualche settimana, si respira negli Stati Uniti, a proposito della ripresa economica. Per la prima volta da quando, nel giugno del 2009, è ufficialmente finita la recessione, si diffonde dalle università a Wall Street la sensazione che la crisi, stavolta, possa essere davvero alle spalle.

 

Certo, la disoccupazione è ancora alta mentre gli effetti della bolla immobiliare sono tutt’altro che esauriti, cosa che induce il Financial Times a schierarsi dalla parte dei pessimisti. Ma, al contrario, si rivedono dati positivi sul fronte della produzione e dei consumi, in risalita da tre mesi al ritmo del 7% su base annua. È un fenomeno, almeno per ora, sotto controllo: la Fed ha calibrato i suoi interventi per stimolare la ripresa frenata dei consumi, senza però compromettere la ripresa della propensione ai risparmi.

 

Prima della crisi la famiglia Usa non risparmiava nulla, anzi si indebitava; nel 2010 il tasso di risparmio è pari al 6% sul reddito disponibile. Forse troppo per sostenere l’economia, così che gli ultimi interventi mirano a ridurre il tasso al 4%, per la gioia delle Corporations che non sono mai state così liquide, dopo anni di frenata degli investimenti.

 

Un mix di fattori che ha spinto le grandi case, da Goldman Sachs a Morgan Stanley, a rivedere al rialzo le stime di crescita, che oggi oscillano tra il 3,5% e il 4,5%. Intanto Wall Street, che per Jim O’Neill di Goldman Sachs sarà la vera occasione per il 2012 (con rialzi medi nell’ordine del 20%) sta per chiudere l’anno in bellezza, per la gioia dei fondi pensione americani.

 

Una ripresa che, tra l’altro, ha convinto Pechino che è arrivato il momento di metter ordine in casa propria. La prospettiva di una ripresa degli acquisti da parte dell’economia americana, infatti, è la molla che ha spinto la banca centrale cinese a muoversi per raffreddare, grazie all’aumento dei tassi, la domanda interna nel tentativo di domare le spinte sui prezzi, soprattutto quelli degli alimentari, che rischiano di provocare fermenti di protesta tra i lavoratori. Ma tutto lascia pensare che Pechino potrà vincere la battaglia del “cavolo”.


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COMMENTI
28/12/2010 - Capodanno col botto (giorgio cordiero)

Bravo Bertone! Leggere che c'è una BUONA NOTIZIA fa bene, ma fa prima di tutto bene leggere la notizia riportata per quello che è, senza dietrologie , o tecnicismi strumentali a sostegno di tesi più o meno catastrofiste che ho avuto modo di leggere, talvolta di irridere bonariamente, altre volte di commentare con sarcasmo....proprio su queste pagine. La realta è che l'economia di mercato, ancorchè inficiata, segue la sua strada e le crisi cicliche, più o meno lunghe , sono ricorrenti ed ogni volta che ciò capita ecco nascere come funghi le cassandre che dicono che "la crisi non è mai stata così brutta", che "le cose andranno sempre peggio" e simili amenità. Non voglio dichiararmi berlusconiano, ma su una cosa il Presidente ha avuto ed ha ragione: il pessimismo serve a peggiorare le cose,ad alimentare tensioni e speculazioni. Mi occupo di consulenza finanziaria e questo anno (per molti suoi colleghi visto come un disastro) si chiude ampiamente positivo anche in termini di utili per chi ha investito denaro, tranne per chi lo ha fatto sul mercato domestico, che, guarda a caso, ha ignorato le buone notizie ed ha amplificato quelle negative...Mi chiedo quanti big della finanza italiana abbiano investito in etf al ribasso...BUON ANNO...(per loro).