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FINANZA/ Bertone: vi presento il 2011 "spericolato" di Europa e Italia

Pubblicazione:lunedì 27 dicembre 2010

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Già, perché buona parte del rincaro dei cibi proviene dal boom del prezzo del pet-sai, il sano vecchio cavolo che è l’ingrediente base della cucina cinese del Nord. Facile pensare che il Drago saprà rimediare alla penuria di cavoli e vincere la guerra contro l’inflazione, soprattutto se ripartirà la domanda internazionale compensata in questi anni da enormi investimenti (spesso improduttivi) all’interno.

 

Insomma, il “pacchetto” di stimoli fiscali e monetari decisi dall’amministrazione Obama, in accordo con i repubblicani del Congresso, ha avuto una risposta immediata sull’altra riva del Pacifico. A dimostrazione che, al di là delle frizioni anche violente che ci aspettano nei mesi a venire (il nodo del cambio yuan/dollaro, innanzitutto), l’economia mondiale non è allo sbando, ma risponde a determinate regole. E, quel che spesso tendiamo a dimenticare sotto i cieli di casa nostra, non è messa poi così male.

 

Questo vale per l’Asia, come per l’America Latina, a partire dal Cile trainato dall’aumento dei prezzi del rame, ma anche dal Brasile. O per l’Africa, a i vertici delle classifiche mondiali per crescita del Pil, con una nota di merito per il Ghana, ormai importante produttore di petrolio, piuttosto che per la Russia o l’area dell’Opec, Medio Oriente in testa. E di buona salute gode l’Australia, così come il Canada piuttosto che l’Europa Orientale, con l’eccezione dell’Ungheria. Per non parlare del miracolo turco o del buon stato di salute della Svezia.

 

Insomma, il mondo è in buone condizioni, salvo un’eccezione: l’Europa continentale più il Regno Unito e l’Irlanda. Ma non tutta l’Europa, visto lo stato di salute della formidabile macchina da export tedesca. Inutile farsi illusioni: il 2011, per l’Europa meridionale, Italia compresa, sarà un nuovo anno da vivere pericolosamente, in mezzo a tensioni sociali e sacrifici di varia entità.

 

Ci può consolare la prospettiva di esser malati in un mondo che gode di buona salute. Questo consentirà all’export di una potenza manifatturiera, quale l’Italia certamente è, di evitare la recessione. O ad aree a forte rischio, come il Portogallo o la Grecia, di poter disporre dell’aiuto (senz’altro interessato) di Pechino, pronta ad acquistare vagonate di titoli di Stato in euro pur di evitare problemi ulteriori a un suo grande cliente.

 

Ma, d’altro canto, il malato Europa è il bersaglio ideale, se non l’unico, della grande speculazione, contro cui valgono poco le difese approntate dagli Stati o dalla stessa Ue, se non accompagnate dalla saggezza di una visione lungimirante. La realtà, come dimostra l’esempio americano, può essere meno brutta di quanto non appaia a prima vista se si applicano le terapie giuste.


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COMMENTI
28/12/2010 - Capodanno col botto (giorgio cordiero)

Bravo Bertone! Leggere che c'è una BUONA NOTIZIA fa bene, ma fa prima di tutto bene leggere la notizia riportata per quello che è, senza dietrologie , o tecnicismi strumentali a sostegno di tesi più o meno catastrofiste che ho avuto modo di leggere, talvolta di irridere bonariamente, altre volte di commentare con sarcasmo....proprio su queste pagine. La realta è che l'economia di mercato, ancorchè inficiata, segue la sua strada e le crisi cicliche, più o meno lunghe , sono ricorrenti ed ogni volta che ciò capita ecco nascere come funghi le cassandre che dicono che "la crisi non è mai stata così brutta", che "le cose andranno sempre peggio" e simili amenità. Non voglio dichiararmi berlusconiano, ma su una cosa il Presidente ha avuto ed ha ragione: il pessimismo serve a peggiorare le cose,ad alimentare tensioni e speculazioni. Mi occupo di consulenza finanziaria e questo anno (per molti suoi colleghi visto come un disastro) si chiude ampiamente positivo anche in termini di utili per chi ha investito denaro, tranne per chi lo ha fatto sul mercato domestico, che, guarda a caso, ha ignorato le buone notizie ed ha amplificato quelle negative...Mi chiedo quanti big della finanza italiana abbiano investito in etf al ribasso...BUON ANNO...(per loro).