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FINANZA/ Bertone: vi presento il 2011 "spericolato" di Europa e Italia

Pubblicazione:lunedì 27 dicembre 2010

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Nel caso americano, la causa prima della crisi stava nell’indebitamento delle famiglie che sostenevano a suon di cambiali, mutui e carte di credito un’economia fragile. Oggi, una volta avviata la terapia del risparmio, la congiuntura sembra avviata nella giusta direzione. Certo, l’emergenza resta, viste le dimensioni assunte dal debito pubblico, ma probabilmente si è evitato il rischio di dover ricorrere a un gigantesco taglio chirurgico di crediti e debiti.

 

L’Europa, al contrario, oggi paga il prezzo di uno sbilancio strutturale tra quanto incassano e quanto spendono i singoli Paesi. La soluzione non può che essere quella di tentare di raddrizzare i conti. Come, del resto, sta facendo la Grecia che in questi mesi ha riformato in profondità la previdenza e la sanità. O la Francia che, in mezzo alle contestazioni, ha rivisto la struttura delle pensioni. O il Regno Unito piuttosto che la tanto bistrattata Italia, che è l’unico tra i grandi Paesi dell’Ocse a chiudere il 2010 con un avanzo del fabbisogno primario.

 

Sarà un anno difficile per tutti, ma la direzione di marcia sembra quella giusta: è l’opinione di due economisti di JP Morgan, Lupton e Mackie, che stimano come, proseguendo nell’attuale linea politica, i Pigs (Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna) potrebbero nel medio termine recuperare un rapporto debito/Pil inferiore all’attuale. Purché, naturalmente, si stabilizzino i tassi sul debito. Cosa possibile, naturalmente, solo se la Germania accetterà di farsi garante di parte dei debiti, vuoi tramite la formula degli eurobond, vuoi, cosa meno efficace ma politicamente più facile, allargando sistematicamente la coperta dei finanziamenti ai paesi in difficoltà.

 

Speriamo che il 2011 porti saggezza tra i politici e gli elettori europei. Altrimenti, non ci resta che sperare nei cinesi per un aiuto che, prima o poi, ci costerà molto caro. 



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COMMENTI
28/12/2010 - Capodanno col botto (giorgio cordiero)

Bravo Bertone! Leggere che c'è una BUONA NOTIZIA fa bene, ma fa prima di tutto bene leggere la notizia riportata per quello che è, senza dietrologie , o tecnicismi strumentali a sostegno di tesi più o meno catastrofiste che ho avuto modo di leggere, talvolta di irridere bonariamente, altre volte di commentare con sarcasmo....proprio su queste pagine. La realta è che l'economia di mercato, ancorchè inficiata, segue la sua strada e le crisi cicliche, più o meno lunghe , sono ricorrenti ed ogni volta che ciò capita ecco nascere come funghi le cassandre che dicono che "la crisi non è mai stata così brutta", che "le cose andranno sempre peggio" e simili amenità. Non voglio dichiararmi berlusconiano, ma su una cosa il Presidente ha avuto ed ha ragione: il pessimismo serve a peggiorare le cose,ad alimentare tensioni e speculazioni. Mi occupo di consulenza finanziaria e questo anno (per molti suoi colleghi visto come un disastro) si chiude ampiamente positivo anche in termini di utili per chi ha investito denaro, tranne per chi lo ha fatto sul mercato domestico, che, guarda a caso, ha ignorato le buone notizie ed ha amplificato quelle negative...Mi chiedo quanti big della finanza italiana abbiano investito in etf al ribasso...BUON ANNO...(per loro).