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FINANZA/ Il debito greco torna a minacciare l’Europa

Anche nel periodo delle feste, non mancano notizie poco incoraggianti per lo scenario finanziario. Ce ne parla MAURO BOTTARELLI

Foto Ansa Foto Ansa

È ufficiale: economia e finanzia non festeggiano il Natale. A ridosso delle festività, infatti, sono arrivate una messe di notizie tutt’altro che rassicuranti che, a mio modo di vedere, accelerano la crisi già in atto a livello globale, con riflessi immediati sull’Europa: l’indice del cds che misura il rischio di default del debito dell’eurozona, infatti, è schizzato come un tappo di champagne.

Evviva! D’altronde, con Fitch che in un solo giorno ha operato il downgrade di Portogallo e Ungheria, quest’ultima oggi a mezzo notch dal livello di “spazzatura” rispetto al debito sovrano, e rivisto in negativo gli outlook di cinque banche greche, cosa pensavate che dovesse succedere? Inoltre, la notizia che Atene non solo estenderà manu militari le maturazioni delle sue obbligazioni al 2013 e opererà tagli dei rendimenti ma addirittura ristrutturerà il proprio debito con il beneplacito (offerto segretamente) dell’Ue e della Commissione europea, rappresenta un invito a nozze per le società di rating.

Detto fatto, l’indice Markit iTraxx SovX Western Europe che misura il rischio di default sul debito sovrano è salito a 208 punti base intra-day: il timore, ormai realtà, è che la Grecia diventi il primo Stato in Europa a ristrutturare il proprio debito sovrano dalla Seconda Guerra Mondiale, rompendo di fatto un tabù e innescando pesanti rischi di altri default nell’Europa del Sud e in Irlanda.

«Quanto sta accadendo potrebbe davvero spaventare i mercati: se è vero (che la Grecia ristrutturerà il debito, ndr), questo cambia interamente le politiche in atto nella crisi del debito dell’eurozona», ha dichiarato Elizabeth Afseth, esperta obbligazionaria alla Evolution Securities. Ma anche altre voci preoccupate hanno voluto condividere i loro dubbi riguardo le ricette messe in campo dai governi, ad esempio quella di David Einhorn, co-fondatore del fondo Greenlight Capital, quello che ha smascherato e contribuito a far crollare Lehman Brothers, secondo cui «la crisi che richiede tassi d’interessi a zero è finita, quindi il fatto che non li si alzi fa aumentare i rischi che il governo presti eccessivamente e cada in una trappola del debito». Come dire, il quantitative easing 2 della Fed è una scorciatoia verso il disastro. Il rischio, per Einhorn, «è trovarsi a dover affrontare un’altra crisi».

Dal suo punto di vista, in posizione di forza, visto che il Greenlight Capital, che Einhorm fondò nel 1996 con solo un milione di dollari, ha la sua posizione più ampia in oro, bene rifugio destinato a salire ancora di valore dopo aver sfondato quota 1400 dollari l’oncia. Ma anche altre commodities sono destinate a ballare al ritmo della musica suonata dai governi attraverso le proprie scelte strategiche. È il caso della Cina che, proprio la mattina di Natale, ha alzato per la seconda volta in due mesi i tassi su depositi e prestiti di 25 punti base, decisione presa per combattere l’inflazione in continua crescita (5,1% a novembre), ma destinata a dare una scossa ai prezzi delle commodities già dalle contrattazioni di questa settimana, visto che la possibilità di monetizzare con prezzi ai massimi da anni prima della fine del 2010 potrebbe portare una correzione reale, ben più ampia delle perdite che seguirono invece il primo rialzo dei tassi a ottobre.


COMMENTI
28/12/2010 - Ottimo Bottarelli (J B)

Pensavo fosse in vacanza. D'altronde oggi non era bank holyday da noi? Comunque un bell'articolo. Mi fa piacere ha parlato della questione "argento". Per le profezie future, decisamente siamo davanti ad un anno cruciale. Vedremo. Commodities, oro ed argento sono, a mio avviso, i cavalli da giocare. Attenzione anche agli ETF truffa - sarei curioso di vedere quanto metallo fisico hanno veramente nei loro caveu... A proposito di controlli nei caveu, quest'anno vederemo se il vecchio Ron Paul fresco della sua nomina al sub-committee della Camera Us che controlla la FED riuscirà a far digerire a Bernanke un audit delle riserve aurifere di Fort Knox e dela Fed di NY. (oltre ad un audit vero e proprio sul bilancio della Fed). Ne vedremo delle belle. A proposito del denaro... "il denaro è il bene più commerciabile di tutti". Ps A mio modesto parere, spero continui pure a scrivere con toni appropriati per il genere che tratta.

 
28/12/2010 - continuo a non capire (Fabrizio Terruzzi)

continuo a non capire perchè debba essere permesso a me, tanto per fare un esempio, di acquistare (come del resto ho fatto) petrolio, argento, palladio e ogni sorta di materia prima o di commodity per puri intenti speculativi. Soprattutto quando questo può avere come conseguenza il mettere alla fame centinaia di milioni di persone (e non solo). Ma che stiamo a scherzà!? direbbero i romani. Mentre in questi mercati dovrebbero essere ammessi solo operatori specializzati che utilizzano queste merci in virtù della natura della loro attività. E continuo a non vedere l'utilità di mercati in cui il 70% delle transazioni si apre e si chiude nel giro di 10 secondi. E neppure l'utilità di quel mare di liquidità che rotea vorticosamente per i mercati mondiali con il solo intento di moltiplicare se stessa attraverso pure speculazioni finanziarie senza la minima intenzione di impegnarsi in investimenti nell'economica reale. Sarebbe sufficiente bastonare fiscalmente la speculazione mordi e fuggi, e premiare gli investimenti reali. Si perderanno molti affaristi e maneggioni ma si aprirebbero i mercati azionari a numerossimi investitori, comuni cittadini e non solo, che oggi se ne stanno ben lontani spaventati dalla baraonda speculativa che anima il settore.