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SCENARIO/ Pelanda: l’inversione a U degli Usa "salverà" l’Italia nel 2011

Pubblicazione:martedì 28 dicembre 2010

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Ma a tale buona notizia corrisponderebbe quella di un rischio inatteso ed elevato di inflazione. Se l’America tenesse “troppo basso” il dollaro, inducendo così un rialzo a picco del prezzo del petrolio, diventerebbe esportatrice di una bolla di inflazione con impatto destabilizzante sul mercato globale. Ma c’è la speranza che questo caso peggiore non avvenga, in quanto la forte ripresa dovrebbe ridurre la necessità di crescere via dollaro svalutato.

 

E l’Italia? Se le condizioni di contorno restano costanti, cioè non troppa inflazione e rientro della crisi di fiducia sui debiti euro-denominati, e non ci sarà troppo disordine politico interno, allora possiamo aspettarci una mini-discontinuità positiva. L’export, già in buona crescita, aumenterà più del previsto. Il mercato immobiliare e delle costruzioni, che sta cominciando a ripartire, girerà a velocità crescente.

 

I residui della crisi lasceranno in difficoltà parecchi settori, molte aziende non riusciranno ad adeguarsi alle nuove condizioni di mercato, ma, in generale, è probabile che saranno di più quelle in espansione. Pertanto è più probabile una (mini)accelerazione a sorpresa della ripresa ora lenta e il conseguente effetto volano del ritorno dell’ottimismo economico.

 

In sintesi, nel 2011 vedo una ripresa più forte del previsto nei sistemi americano ed europeo, tra cui quello italiano, trainata dal ritorno della fiducia negli attori economici. Ciò deve indurre ottimismo, ma anche più attenzione sul rischio prospettico di inflazione.

 

www.carlopelanda.com



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COMMENTI
28/12/2010 - Chiedo scusa (Diego Perna)

Dovete scusarmi, ma credo che ogni mattina, ognuno si alzi e dica la sua. Non vuole essere un giudizio su quanto dice Pelanda, del resto non posso avere la pretesa di comprendere nemmeno superficialmente le questioni macroeconomiche, ma di una cosa sono certo, e cioè che è finita un'epoca economica e se ne sta aprendo un'altra. Non so se sarà migliore o peggiore, di fatto se dipendiamo dall'inflazione degli Stati Uniti, è un pò come dire che se il mio vicino di casa oggi mi ha salutato, allora la mia giornata andrà meglio. Magari è anche possibile, ma non dovrei comunque dipendere dall'umore del mio coinquilino,a volte un minimo di indipendenza non guasta. Così come non guasterebbe, non dipendere dalle scelte economiche di altri paesi, per quanto democratici possano essere, perchè per quello che si è visto se ci troviamo in queste condizioni, e poteva essere peggio, la causa è delle banche americane che mi pare continuino a macinare utili, cioè ad appropriarsi senza troppa fatica, di quanto altri producono con il lavoro fisico o mentale. Sinchè ci sarà questa sorta di riverenza ad altri paesi e al loro sistema economico, non vedo come la nostra situazione del lavoro, scuola, università, pensioni potrebbe fare il salto di qualità, vorrei ci fosse di più in Italia la coscienza reale di ciò che siamo,della nostra cultura ,della nostra storia, la ns capacità di creare bellezza da un lato e innovazione dall'altro. Ho sentito però dire che l'imprevisto è la sola speranza.