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FINANZA/ Forte: l’espansione a “Gerica” aiuterà l’Italia nel 2011

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Gli altri mercati asiatici in espansione, come quello indiano, quelli nordafricani e mediorientali (Libia, Egitto, Turchia, Iraq), dell’America Latina (soprattutto Brasile) e naturalmente interni all’Ue (Polonia ed Est Europa). Io ho individuato un’area geopolitica molto importante per la nostra espansione economica e l’ho chiamata “Gerica”, cioè Germania, Est europeo, Russia, Stati del Caspio, Stati afro-asiatici del Mediterraneo. Sarà anche grazie a questa che il nostro export crescerà.

 

Quale ritiene sia la sfida più importante da vincere per la nostra crescita?

 

Per lo sviluppo economico italiano è fondamentale la competitività e per questo occorre una modifica dei contratti di lavoro, in modo che siano basati sulla produttività a livello aziendale. Questo è sicuramente l’elemento distintivo che può consentire alla nostra industria di essere molto più brillante anche nell’export e di reggere meglio la concorrenza sul mercato interno, perché il fatto che da noi non si utilizzino abbastanza gli impianti con il lavoro flessibile, notturno, domenicale, rende meno conveniente gli investimenti, abbassa le retribuzioni (e di conseguenza quel flusso di ricchezza che si trasforma anche in consumi) e tende anche a ridurre l’occupazione.

 

Dunque bisogna seguire la strada che sta tracciando Marchionne con la sua “rivoluzione”?

 

In realtà, non si tratta di nulla di nuovo: in alcune imprese questo sistema esiste già, mentre in Germania è la norma. Tuttavia è a questo che è legato il nostro destino di sviluppo produttivo. Solo così potremmo avere un tasso di crescita maggiore e in tempi abbastanza brevi. Non servono, infatti, tanti anni per una riforma di questo tipo. La questione fondamentale è capire se Confindustria si deciderà ad auto-riformarsi, ossia ad accettare che si facciano i contratti periferici secondo le nuove modalità che sono state accolte da Cisl, Uil, Fismic e Ugl, ma non dalla Cgil, e che stabiliscono che chi firma questi contratti poi partecipa alla loro gestione bilaterale. In questi accordi sono importanti i premi di produttività, i controlli sugli assenteismi, i turni, gli orari straordinari e tutto ciò che permette quella flessibilità di cui ho detto poc’anzi.

 

Esiste la possibilità che ci sia una ripresa economica senza un aumento dell’occupazione?



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COMMENTI
30/12/2010 - concordo,ma.. (attilio sangiani)

concordo perfettamente. Però chiarirei che se la crescita non è,a volte,accompagnata da maggiore occupazione,c'è un'altra causa : le imprese investono con macchinari sempre più produttivi,che riducono il fabbisogno di manodopera. Come nelle famose sartorie di Parigi.... Aggiungerei poi che è molto deludente costatare la persistenza del "lavoro nero"....