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FINANZA/ Forte: l’espansione a “Gerica” aiuterà l’Italia nel 2011

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Sì, anche perché la soluzione al problema della disoccupazione in Italia va oltre l’equazione “più crescita uguale più lavoro”. Infatti, la disoccupazione è “a chiazze” sia dal punto di vista territoriale che di tipologia occupazionale, esiste il fenomeno del lavoro nero e abbiamo molti immigrati che svolgono quelle professioni che non vogliamo o non sappiamo più fare (nell’edilizia, nella ristorazione, nell’agricoltura e nella sanità). Credo che i giovani vadano indirizzati meglio non solo all’università, verso studi per cui c’è un reale sbocco professionale, ma anche prima con l’istruzione professionale, sempre “culturalmente” maltrattata in Italia. Oltre agli ingegneri, ci vogliono i geometri, i tecnici. Non bisogna dimenticare che la nascita di scuole professionali nel Nord del Paese nel secolo scorso ha contribuito moltissimo allo sviluppo industriale di quell’area. Credo poi che la flessibilità contrattuale di cui ho detto faciliti la creazione di nuovo lavoro.

 

All’inizio di questo mese, su queste pagine lei evidenziava come l’instabilità politica rischiasse di far finire l’Italia nel mirino della speculazione internazionale. Dopo la fiducia incassata dal Governo il 14 dicembre, pensa che il problema si ripresenterà l’11 gennaio con l’udienza della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento?

 

La mia impressione è che la Corte Costituzionale terrà un atteggiamento prudente e non lo boccerà. Dirà piuttosto che occorrerà riconoscere di volta in volta il legittimo impedimento, anziché in via generale con un’unica norma. Questo perché altrimenti si configurerebbe un’impunità, anche se il rinvio dei processi mi sembra qualcosa di diverso.

 

Non potrebbero esserci però timori di elezioni anticipate, dato che Berlusconi avrebbe bisogno di allargare la maggioranza?

 

Il Governo ha ottenuto la fiducia con tre voti di scarto, e per mia esperienza questo vuol dire che ne ha in realtà una decina in più, margine che permette all’esecutivo di controllare le Commissioni parlamentari. A questo punto la questione dei pochi voti di scarto non ha più importanza. Inoltre, le maggioranze politiche possono anche essere ridotte quando l’opposizione non è omogenea. C’è poi un partito, l’Udc, che fa un’opposizione “di velluto”, dato che a volte ha votato con la maggioranza. Credo quindi che non ci saranno le elezioni anticipate e mi sembra che il giudizio dei mercati sia che l’Italia ha un governo che regge.

 

(Lorenzo Torrisi)



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COMMENTI
30/12/2010 - concordo,ma.. (attilio sangiani)

concordo perfettamente. Però chiarirei che se la crescita non è,a volte,accompagnata da maggiore occupazione,c'è un'altra causa : le imprese investono con macchinari sempre più produttivi,che riducono il fabbisogno di manodopera. Come nelle famose sartorie di Parigi.... Aggiungerei poi che è molto deludente costatare la persistenza del "lavoro nero"....