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Economia e Finanza

IL CASO/ 1. A chi giova la “tassa sui ricchi” della Cgil e di Amato?

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L’ipotesi ha trovato un correttivo già più elaborato nel pensiero di Susanna Camusso, neo-segretaria della Cgil, secondo la quale questo prelievo potrebbe essere concentrato sulle ricchezze più cospicue e non su tutti i patrimoni appena superiori alla soglia dell’agiatezza, con un marcato aumento della progressività: concetto sacrosanto, perché prelevare 10 mila euro a chi ne possiede in tutto 100 mila significa tagliargli l’erba sotto i piedi e inibirgli precise possibilità di benessere incrementale (far studiare un figlio all’estero, comprare due stanze in periferia alla figlia che si sposa, ecc.), mentre prelevare 10 milioni di euro a chi ne ha 100 non gli cambia di un millimetro il tenore di vita effettivo… E soprattutto quelli che hanno 10 milioni in banca saranno poche decine di migliaia di cittadini, che per quanto s’arrabbino contano zero in termini elettorali, mentre ad avere centomila euro di risparmi sono pur sempre tanti milioni di cittadini-elettori.

 

Perché l’impressione è che tutto questo dibattere sulla possibilità di ricorrere a una tassa patrimoniale e di modularla nell’uno o nell’altro modo prescinda da due considerazioni: la prima è che niente e nessuno potrebbe garantire agli italiani che i conti pubblici risanati a un prezzo così alto verrebbero poi lasciati in equilibrio anziché essere nuovamente, subito dopo, saccheggiati da una spesa corrente che nessuno ha saputo finora domare, nemmeno il litigioso tandem Brunetta-Tremonti; e soprattutto non ci si chiede cosa accadrebbe, a patrimoniale pagata, ai patrimoni delle famiglie più abbienti, essendo invece chiarissimo che, salvo introdurre norme valutarie ineludibilmente contrarie alle regole europee, i tartassati della patrimoniale non aspetterebbero più neanche un giorno a portarsi oltre confine i risparmi residui, cessando anche con tutta probabilità di investirli in titoli di Stato tricolori.

 

Quanto all’opinione pubblica internazionale, finiti gli applausi di maniera per la decisione coraggiosa del governo - ammesso e non concesso che tali applausi ci fossero - non farebbe altro che trarre le debite conseguenze dallo spettacolo appena applaudito, dirottando a sua volta verso lidi più sicuri i propri investimenti.

 

Servirebbe allora ben altro che “Invitalia”, per far venire da noi i capitali stranieri. Una patrimoniale sarebbe il più formidabile modo per dissuadere il mondo dall’investire in Italia. Prima di vararla, questa patrimoniale, sarebbe quindi bene che qualunque governo ci pensasse mille volte.

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COMMENTI
11/01/2011 - INGIUSTO... (Barzizza Pippo)

indebitarsi e chiedere ad altri di pagare il debito. Quando lo Stato decise negli anni della gestione 'socialista' di stampare BOT al 12% non ha certo chiesto il parere degli italiani. Questi signori si sono permessi di indebitare noi senza chiedere il nostro parere. Adesso pretendono che noi si paghi il debito che loro hanno fatto. Comodo eh! E' come se io andassi in banca e chiedessi un mutuo per conto di un'altra persona senza nemmeno avvisarla. Devono pagare i ricchi? E perchè? E' questo che ha rovinato l'Europa! I ricchi devono essere castigati mungendoli. Con l'inevitabile risultato di demotivare la gente. Per quale motivo dovrei arricchirmi se poi lo stato mi castiga? Se sono diventato ricco onostamente grazie al mio lavoro, al mio sacrificio, alle mie idee ed ai miei risparmi, dovrei essere premiato non punito. A scuola insegnamo ai ragazzini ad essere più bravi, poi quando crescono li puniamo se sono stati più in gamba degli altri. Che il debito lo paghi Amato ed i suoi socialisti. Loro hanno causato questo, loro paghino.

 
29/12/2010 - Patrimoniale (Lindo Caprino)

Ma siamo poi sicuri di trovare qualcuno che tiene 10 o 100/mil. in banca? Chi possiede quelle ricchezze non le tiene certo liquide in banca; ed allora come si farà a colpirle? Finirebbe appunto che l'imposta la pagherebbero solo il ceto medio ed i pensionati, che non hanno la possibilità di investire diversamente il loro modesti risparmi.

 
29/12/2010 - No a patrimoniali, sì invece a… (Giuseppe Crippa)

Ritengo qualunque tassa patrimoniale ingiusta, indipendentemente dall’entità del patrimonio sul quale è calcolata, in quanto ci sono beni il cui valore si estrinseca solo nel momento della vendita, ma non nel semplice possesso, che spesso, al contrario, impone costi. Non a caso solo la sinistra, che inconsciamente ritiene qualunque patrimonio frutto di rapina, prende di mira i patrimoni. Come giustamente afferma il signor Terruzzi, puntiamo l’attenzione sui redditi finanziari e sui profitti delle transazioni (non soltanto finanziarie).

 
29/12/2010 - tassa patrimoniale (antonio panero)

Lascerei perdere i suggerimenti di Giuliano Amato, uno dei padri del nostro mostruoso debito pubblico. Personalmente ritengo sia ora di percorrere altre strade per ridurre il deficit pubblico e impostare così la riduzione del debito. Comincerei con tagli forsennati, superiori al 50%, sui bilanci e costi della politica, partendo dalle spese del Quirinale fino al bilancio del più piccolo comune. Tagli decisi non solo su stipendi e personale, ma azzeramento di privilegi e prebende, come le scorte e le auto blu. Centinaia di migliaia di persone sarebbero costrette a cercarsi un lavoro serio, ma gli Italiani a questo punto accetterebbero di buon grado altri sacrifici. Come inizio, in ogni caso, non sarebbe male...e e non è detto che i cittadini avrebbero a patire!! Nel mio Comune di 4.500 abitanti ci sono ora tanti computer e 25 dipendenti. E i servizi ai cittadini sono di peggior qualità rispetto a 30 anni fa, quando, con 6000 abitanti, i dipendenti erano solo due e facevano tutto a mano...

 
29/12/2010 - quali altre soluzioni? (Fabrizio Terruzzi)

D’accordo ma non possiamo neppure pensare di campare all’infinito con un debito di questa misura e mi sarebbe piaciuto leggere di quali altre soluzioni. Un'imposta patrimoniale può anche essere indiretta, limitando lo stato sociale a chi dispone di un reddito o di un patrimonio congrui. Solo dalla sanità (120 miliardi all’anno) si possono risparmiare 40 miliardi. Niente vieta inoltre aumentare la tassa sui redditi finanziari per allinearl a quella di altri paesi europei o di introdurre una tassa anche pesante sui profitti finanziari speculativi relativi cioè agli investimenti mordi e fuggi e di aumentare il prelievo fiscale sui consumi più superflui (vi pare logico che gli italiani spendano 30 miliardi per i telefonini e non trovino 2 miliardi per la ricerca scientifica? Per non parlare di SUV, Mercedes e BMW da 50mila Euro e via discorrendo). Parallelamente andrebbe introdotta una norma nella costituzione che imponga un bilancio statale in pareggio e l'impossibilità di aumentare il debito pubblico a più di tanto. Siffatti provvedimenti andrebbero accompagnati da iniziative shock per rilanciare investimenti e occupazione, ricerca scientifica, per migliorare l'efficienza della pubblica amministrazione e per evitare sprechi e inerzia da parte di chi continuerebbe a beneficiare dello stato sociale attuale. Insomma va tutta riaggiustata l’allocazione del reddito nazionale. Non si può vedere solo una parte del problema: va affrontato nella sua interezza.