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FINANZA/ 1. Bertone: ecco perché all’Ue non conviene far fallire l’Italia

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Messa così, dunque, la situazione sembra senza scampo. Nonostante l’Italia goda di altri indiscutibili punti di forza. La solidità del risparmio privato, innanzitutto. Nelle mani delle famiglie, infatti, c’è un Tesoro che vale, più o meno, almeno quattro volte il debito dello Stato. È una risorsa preziosa: l’Italia (come il Belgio) può far conto sulle famiglie per finanziare il debito pubblico, cosa che in parte mette la Penisola al riparo dall’improvvisa fuga dei capitali, una spada di Damocle che rende assai più fragile la situazione dell’Irlanda o della stessa Spagna.

 

Le banche di casa nostra, poi, non sembrano nascondere rischi sistemici paragonabili a quelli delle Cajas iberiche o degli istituti di Dublino. Vero. Ma queste considerazioni possono valere nel lungo termine, non nel bel mezzo di una crisi finanziaria che si gioca su altri terreni, ad alta intensità emotiva. Nel breve termine conta di più la capacità di rispondere con la liquidità necessaria agli squilibri improvvisi piuttosto che la solidità del patrimonio.

 

In sintesi: a) l’Italia ha le carte in regola per far parte del club dell’euro; b) i problemi dell’eurozona non dipendono da errori recenti nella nostra politica economica; c) l’emergenza va utilizzata, in chiave interna, per sbloccare problemi atavici. Ben venga una massiccia campagna di privatizzazioni, purché destinata all’abbattimento del debito pubblico; d) la risposta all’attuale emergenza però non può che essere europea; e) gli interventi della Bce e il fondo comune per sostenere gli Stati in difficoltà sono strumenti necessari ma non sufficienti per difendere l’attuale sistema; f) le clausole di azione collettiva introdotte dal 2013 per estendere agli investitori i “sacrifici” in caso di crisi dei bond hanno senz’altro permesso ad Angel Merkel di superare l’ostilità crescente dei tedeschi per i salvataggi delle cicale mediterranee o irlandesi; g) è necessario, però, puntare ora verso una maggior integrazione fiscale; h) nel frattempo, sarà necessario costituire una task force basata sull’emissione di euro bond comuni a tutta l’area, una sorta di esercito finanziario di pronto intervento.

 

Insomma, occorre una risposta ambiziosa a un’emergenza seria. Nell’interesse di tutti perché, come ha sottolineato Daniel Gros, direttore di uno dei più importanti centri studi sull’Europa, “l’Italia va difesa con ogni mezzo. E senza discussioni”.



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COMMENTI
03/12/2010 - finalmente (romano calvo)

Condivido quanto lei dice, aggiungerei la necessità di investimenti pubblici per il rilancio dell'economia, basato sui green jobs.