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IL CASO/ Alle piccole imprese conviene diventare grandi? Chiedetelo ai numeri...

Pubblicazione:venerdì 3 dicembre 2010

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Finché questi quesiti non troveranno risposta, possiamo soltanto limitarci a far presente a tutti coloro che incessantemente (e spesso fuori luogo) criticano i nostri piccoli imprenditori che se c’è un Paese che, da almeno tre decenni, ha costruito la sua ricchezza sulla piccola attività imprenditoriale, questo è senz’altro l’Italia. E che invece di criticare chi comunque produce, lavora e dà lavoro, potrebbero più utilmente esercitarsi a ricordare come a essere oggi indispensabili sono quelle riforme che nessun governo, di qualunque colore, sinora è riuscito a fare: la riforma fiscale, con l’introduzione di sgravi fiscali per le aziende e i lavoratori e una lotta più serrata all’evasione fiscale (in un Paese in cui meno dell’1% dei contribuenti dichiara redditi superiori ai centomila euro); la riforma della Pubblica Amministrazione, con l’ormai non più rinviabile riqualificazione della spesa pubblica; la riforma energetica, con la diversificazione delle fonti e il ritorno al nucleare.

 

Sono questi i fatti concreti che possono consentire alla nostra impresa diffusa di tornare alla crescita. Senza scordarsi che, durante la crisi, sono stati i piccoli imprenditori a garantire la tenuta del Paese mettendo a disposizione il loro patrimonio fatto di responsabilità, competenze e orientamento alla coesione sociale.



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COMMENTI
03/12/2010 - Medesima cosa. (claudia mazzola)

Parlo da micro impresa, grande o piccola che sia quando la società lavorativa arriva ad un picco di opulenza, è molto difficile fare numeri a meno che non si consumi per sprecare. Nel settore di mio marito, vendita cad sw per edilizia è dura, acquistano solo se hanno commesse, il che è bello anche se purtroppo non si fattura.

 
03/12/2010 - Infatti chiediamolo ai numeri... (forno lodovico)

.., ma non a quelli basati su dati statistici, per quanto accurati. Vista la sua domanda, che francamente trovo astratta, di quale sia il mix di dimensione aziendale, ideale..quei numeri la portano quantomeno lontano da indicare strategie concrete agli imprenditori che la leggono. Relegando l'articolo a mera rubrica statistica di valore sociologico. Do anch'io i miei numeri, sperando di dare un contributo. Facendo 100 il costo industriale per produrre e 25 il costo generale per gestire tale produzione, la domanda che mi porrei come imprenditore è questa: con questi numeri ed il relativo margine operativo, è possibile alla mia azienda mantenere od incrementare il margine, diminuendo il prezzo medio unitario dei miei prodotti? Ovvero è possibile aumentare la redditività ed anche la competitività della mia azienda? La pura e semplice logica dei nr direbbe si. E' possibile se aumento il mio fatturato mantendo gli stessi costi generali. Cioè diventare più grandi. Perchè questo non avviene nella realtà a mio avviso dipende da come si diventa più grandi. Normalmente questo avviene a scapito della competitività aziendale. Ecco i suoi numeri. Cordiali saluti Lodovico Forno