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Economia e Finanza

FINANZA/ Per salvare l’euro, “rottamiamo” la Bce

La crisi dell’euro, spiega GIOVANNI PASSALI, dovrebbe spingere alla creazione di moneta per aiutare i popoli e non per salvare le banche

Foto AnsaFoto Ansa

Ormai è un colpo di stato dietro l’altro. Dopo che il governo greco aveva detto di non volere gli aiuti della Bce, ha dovuto capitolare, richiedendo i fondi e andando a salvare le banche greche. E si capisce l’insistenza di Francia e Germania: le loro banche son piene di titoli di stato greci. Basta quindi un attacco ai titoli di stato perché le banche di quello stato si trovino in difficoltà. Così fiumi di denaro affluiscono, e la speculazione ingrassa e ringrazia. Del resto, meglio un titolo di stato al 6%, che uno tedesco al 2%. Tanto, quelli al 6% sono garantiti e coperti dal fondo creato dall’Ue.

Lo stesso giochino è stato ripetuto con l’Irlanda. Economia in difficoltà, attacco speculativo sui titoli, Van Rompuy e Trichet che continuano a dire che loro sono pronti a intervenire, governo che continua a ripetere che non ne ha bisogno, consultazioni urgenti, riunioni notturne e alla fine il governo si sobbarca le dissestate finanze delle banche locali, e si accolla un debito mostruoso. Debito dello stato, cioè pagato dai cittadini.

Nuovo teatrino, stavolta col Portogallo. “Non abbiamo bisogno di aiuti”, “La nostra situazione non è paragonabile a quella dell’Irlanda”. Intanto i commenti sono del tipo: non possiamo lasciare che la crisi travolga il Portogallo, la Spagna ne sarebbe compromessa, e salvare la Spagna sarebbe un onere troppo grande, forse insostenibile. Nuovi incontri urgenti, contatti frenetici, i primi ministri dei principali paesi europei si trovano in conferenza telefonica, anche nel tardo pomeriggio di domenica, e decidono: il fondo Ue è pronto a intervenire per il Portogallo.

Intanto la speculazione si frega le mani. I titoli di stato di certi paesi stando rendendo bene. Un bel guadagno sicuro, garantito da un fondo internazionale, in tempi piuttosto incerti. Un guadagno sicuro, ma a spese dei popoli.

Ma c’è qualcun’altro che si sta fregando le mani: è il Presidente Permanente della Ue, Van Rompuy, che qualche tempo fa aveva richiesto che i paesi fuori da certi parametri e/o con debito eccessivo non avessero più il diritto di veto (o di voto) nelle commissioni Ue. Una sorta di dittatura strisciante, che intende scavalcare il voto dei popoli e il diritto di veto dei loro rappresentanti, a tutto favore di coloro che non sono stati eletti, ma semplicemente nominati.

L’intervento di Van Rompuy allora fu semplicemente ignorato. Ma ora, con i salvataggi avvenuti e gli stati coinvolti, il peso di quelle parole diverrà ben altro. Non credo vi sarà alcuna divisione in due zone. Nessun euro forte ed euro debole. Se i paesi delle economie più deboli avessero la possibilità di svalutare, quelle economie reali si potrebbero riprendere (a scapito ovviamente delle economie più forti) e vi sarebbero minori spazi per la speculazione. A loro non conviene, così come non conviene alle economie più forti.


COMMENTI
04/12/2010 - Meglio una mensa di una banca (Diego Perna)

Egr. Dott. Passali, ben tornato. Mi mancavano i Suoi articoli. Che abbia citato il mio commento, mi fa molto piacere, penso sempre che nessuno li legga. Stamattina ho letto "rottamiamo la Bce", ma ho avuto notevoli difficoltà a ritrovarlo, è come fosse stato ben nascosto, probabilmente perché ciò che Lei scrive, è come quei programmi televisivi, che non trasmettono in fascia protetta. Come dico spesso, ed io ne sono una conferma,( anche se da un pò provo a capire) in Italia, di economia il 99% della popolazione non ne sa un fico secco, grave lacuna cui la scuola dovrebbe rimediare. Se non lo fa, e nemmeno ci si pensa, significa forse che c'è l'interesse a mantenere l’ignoranza; la politica e l'economia sono le due facce della stessa medaglia, anche se ce ne vorrebbe una terza per i media, e gli ultimi vent'anni ne sono l'esempio, non limitandosi all'Italia. In molti settori della vita sociale, l'apparire, infatti, predomina sull'essere, conta più il messaggio deciso ai piani alti , che la realtà. La Bce, purtroppo, sarà difficile rottamarla, un sistema economico così radicato, dove tutto è interconnesso, non concede alcuna seppur minima manovra, che non sia per salvare i grandi dalla bancarotta, si fermerebbero, subito, anche gli autobus. Spagna o l'Italia, e le loro banche, ne avessero bisogno saranno salvate, crollerebbe tutto, compresi gli Usa, e anche i Bric avrebbero qualche problemino. Spero in una buona idea per l'economia reale, le banche non sono mense! Grazie