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DIBATTITO/ La qualità della vita in Italia: informazione utile o il solito cine-panettone?

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Gli indicatori elementari dovrebbero essere, per quanto possibile, espressione di cause o effetti strettamente connessi al fenomeno che si vuole analizzare (criterio della pertinenza) e nel loro insieme essere espressione di sfaccettature dello stesso. Le variazioni del tasso di natalità o il livello del tasso di mortalità generale non sono certamente riconducibili alla nozione di qualità della vita in quanto indicatori generici. Semmai andrebbero rilevati indicatori delle malattie cardiovascolari, delle malattie infettive e dell’apparato respiratorio più direttamente riconducibili a fattori della qualità della vita riconducibili allo stress e all’ambiente. Tra gli indicatori dei servizi ai cittadini andrebbero più utilmente considerati l’assistenza agli emarginati e agli anziani, gli asili nido. Quanto all’imprenditorialità l’aspetto dimensionale e settoriale delle imprese è del tutto trascurato.

 

Per fini di comparabilità territoriale gli indicatori si devono costruire come rapporti statistici che hanno al denominatore la causa del dato posto al numeratore. Ma ciò non è sempre avvenuto: si pensi ad esempio al caso dei furti nelle abitazioni che sono rapportati agli abitanti e non alle case occupate o dei processi civili che andrebbero rapportati al numero di cause discusse. L’uso di indicatori di dinamica va sempre accompagnato da dati espressione assoluta della entità del flusso cui si riferiscono, si rischia altrimenti di giudicare importanti variazioni riferite a basi di partenza molto basse questo è il caso ad esempio delle variazioni dei nati vivi e dei delitti denunciati.

 

Le metodologie per la costruzione delle graduatorie provinciali

I punti cruciali di tali metodologie riguardano i criteri di aggregazione degli indicatori, il peso degli indicatori e la sensibilità delle graduatorie alla scelta degli indicatori elementari e alla loro misura. Se gli indicatori considerati singolarmente e valutati con le cautele anzidette possono offrire spunti di riflessione parziali, molto perplessi lascia la metodologia di sintesi degli stessi adottate per costruire le classifiche di “tappa” e generale.

 

Essi procedono dapprima alla costruzione di punteggi ottenuti rapportando il dato assoluto provinciale a quello più grande o a quello più piccolo della serie secondo che l’indicatore sia ritenuto espressione positiva o negativa della qualità della vita. Questi punteggi espressi in una scala da 0 a 1000 (!) presentano l’inconveniente di essere eccessivamente sensibili ai valori anomali, finendo così per privilegiare (punire) la provincia corrispondente. La sintesi dei punteggi per la costruzione delle graduatorie avviene mediante una semplice media aritmetica delle graduatorie dei punteggi elementari.

 

Si tratta a ben vedere di un sistema che attribuisce a priori la stessa importanza alla ricerca del lavoro e alle variazioni della temperatura tra il mese più caldo e quello più freddo, alle palestre e alla mortalità per tumore. E gli esempi potrebbero continuare. Allo stesso tempo gli indicatori che al loro interno presentano un campo di variazione più piccolo per la maggior parte dei dati (spesso effetto di valori anomali) rispetto ad altri più differenziati sul territorio finiscono con avere un peso diverso nella sintesi. Va anche rilevato che le classifiche regionali sono calcolate come medie semplici di punteggi provinciali trascurando il peso delle diverse province.


COMMENTI
07/12/2010 - In ogni uomo c'è del bello. (claudia mazzola)

Quando vedo l'amico Agnelli, barbone del quartiere di 55 anni, pieno di vita, simpatico ed in salute, fa ogni mestiere per raccogliere di che mangiare, giardiniere, dogsitter, pulizie vetrate, raccolta differenziata, etc...Mi vien da pensare che la qualità della vita sia lui!