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FINANZA/ Così le banche d’affari preparano una nuova bolla sui mercati

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Tanto più che, a detta di Thomas Mayer di Deutsche Bank, «se la Bce fosse obbligata ad acquistare 2mila miliardi di euro di debito per supportare Spagna e Italia (anche in questo caso si glissa il Portogallo essendo necessario puntellare i “too big to rescue”, ndr), attraverserebbe la linea del fuoco e nessuno saprebbe cosa potrà accadere». Tanto più che esiste anche un serio problema legale, visto che il continuo acquisto da parte della Bce di obbligazioni periferiche si sostanzierebbe in una violazione della clausola anti-salvataggi dell’Ue: per Julian Callow di Barclays, «questo tipo di politica è incostituzionale in Germania e per questo l’Ue ha dovuto dar vita a un meccanismo di salvataggio con il Fmi».

 

Inoltre, entro metà febbraio la Corte costituzionale tedesca si pronuncerà sulla liceità del salvataggio della Grecia e, in caso di bocciatura, il bail-out dell’Irlanda rischierebbe il congelamento con ovvie e drammatiche ripercussioni. A confermare l’urgenza del momento, ci ha poi pensato il professor Simon Sosvilla dell’Università Complutense di Madrid, secondo cui «la Bce deve lanciare un piano di acquisto massiccio senza ulteriore attesa». Ma le notizie che nel weekend hanno suscitato la maggiore attenzione degli analisti sono due e capaci entrambe di farci capire, tra le righe, come si stiano muovendo i players.

 

La prima riguarda l’acquisto da parte di un trader misterioso di un’enorme porzione del rame trattato alla Borsa Metalli di Londra, un classico caso di corner speculativo che potrebbe rivelarsi un affare d’oro visto che le previsioni per il 2011 vedono la domanda di materiale ferroso superiore all’offerta mondiale (dato certificato dal gigante minerario Rio Tinto e dal fatto che lo sciopero nella miniera di Xstrata in Cile, terzo produttore al mondo, è proseguito per più di quanto preventivato) e, soprattutto, poiché due investment bank americane e un’azienda britannica hanno lanciato fondi su contrattazioni legate (gli ETF) al rame e quindi potrebbero attrarre domanda dal mercato.

 

Detto fatto, ecco scoperto chi è il misterioso operatore, capace di comprare «tra il 50% e l’80% delle 350mila tonnellate di riserve» e di far schizzare immediatamente il costo della consegna immediata di rame a 8700 dollari, il prezzo più alto dall’ottobre 2008: JP Morgan. Di solito un alto premio sul prezzo del rame spot evidenzia una carenza di materiale, ricercatissimo in tutto il mondo, Cina in testa, in quanto componente vitale di moltissimi prodotti: in questo caso è pura speculazione sulla commodities, in gergo un “corner” (ovvero il classico bastone tra le ruote al chi opera su opzioni put: si specula sulle azioni al rialzo, comprandole e creando un stock in maniera da formare una situazione di monopolio. Chi ha firmato il put scoperto - venduto senza avere ancora le azioni -, alla data limite si vede obbligato a rispettare il contratto e a comprare le azioni, pagandole più di quello che avrebbe voluto. Insomma, il terzo agente mette “in corner” il venditore.

 

 

 

(Andamento delle riserve mondiali di rame dal 31/12/1999 al 26/10/2010)