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FINANZA/ Così le banche d’affari preparano una nuova bolla sui mercati

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Come mai, direte voi? Casualmente perché JP Morgan è una delle due banche d’affari pronta, col nuovo anno, ha lanciare un ETF (exchange-traded fund) sul rame ma physically backed, ovvero basato su rame vero, da stipare in magazzini, un business che vede interessati non solo gli Usa ma anche Liverpool e lo stesso porto di Trieste, con una warehouse di proprietà della Henry Bath and Co., il gioiello che JP Morgan si è garantito con l’acquisizione di RBS Sempra Commodities nel febbraio di quest’anno.

 

Gli stessi traders londinesi ammettono candidamente che non c’è stata carenza di rame sui mercati ma che i timori di uno squeeze sono persistiti fin da quando una serie di banche d’affari ha annunciato l’intenzione di lanciare ETF: insomma, amici miei, come notato e fatto notare dai traders di metalli attraverso una lettera alla Fsa, l’ente regolatore della Borsa di Londra, garantire le licenze ai fondi, che saranno lanciati a breve anche da Goldman Sachs, Deutsche Bank e BlackRock, potrebbe significare garantire l’approvazione alla prossima bolla finanziaria.

 

Se questi fondi saranno interamente sottoscritti, infatti, cercheranno di acquistare oltre la metà degli stock totali della LME (London Metal Exchange). Come anticipato, il timore è giustificato dal modello di ETF che imporrà il fatto che gli investimenti debbano essere coperti da metalli fisici, ovvero rame, alluminio, nickel e non da assets cartacei offerti dai contratti futures. E il rame, carissimi, sta diventando sempre più strategico: dagli smartphone alle automobili ibride, come sostiene Ian Anderson, proprio di JP Morgan, «questo materiale sta diventando il metallo più attrattivo di tutti sul mercato delle commodities».

 

E con il prezzo già aumentato del 34% da giugno, potete ben capire come possa significare questa concentrazione di potere delle principali investment banks sul mercato. Da qui a tre mesi Goldman Sachs si aspetta un picco dei prezzi a 11mila dollari e il contratto dicembre 2011 è il più raccomandato dalla banca d’affari, stando a un report del 1° dicembre scorso. Interpellata al riguardo, JP Morgan si è rifiutata di commentare: a voi pare che siano necessari commenti? I pazzi sono al volante del mondo, amici miei e allacciare le cinture di sicurezza appare un puro esercizio di stile: mentre noi ci arrovelliamo con la crisi del debito, i grandi players guardano altrove e stanno già spartendosi quel che resta del mondo.

 

P.S. Dite che mi sono scordato la seconda notizia? No, solo un po’ di suspance. A giovedì.



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