BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SCENARIO/ Pelanda: ecco perché l'Italia è in "declino"

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

I miei ricercatori segnalano che nelle società ricche la partecipazione soddisfacente al processo capitalistico ormai richiede competenze che la maggior parte della gente non ha. L’economia tecnologica e della conoscenza si è sviluppata molto più velocemente della capacità del sistema educativo di formare adeguatamente gli individui. Tale gap è rilevabile in tanti dati: la gente che non capisce il nuovo sistema finanziario vi partecipa facendosi abbindolare o compiendo errori; tanti laureati convinti di sapere scoprono che per avere un valore di mercato dovrebbero conoscere immensamente di più; in generale, la gente non riesce a capire le parole che descrivono la nuova economia globale, la percepisce troppo complessa, e sente paura.

 

La paura poi provoca posizioni difensive che appaiono di minor attivismo. Ma non è declino del desiderio. Una nuova luce che desse loro fiducia e comprensione del mondo farebbe tornare ottimismo e attivismo. In conclusione, il problema e la soluzione non riguardano una malattia valoriale nella società e la ricerca di una cura altrettanto valoriale come suggerisce il Censis. Riguardano, invece, la conduzione politico/tecnica del sistema e la capacità di ridisegnarlo per dare più competenze di massa e più opportunità economiche.

 

www.carlopelanda.com

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
07/12/2010 - Ehm, c'è un solo piccolissimo problema... (Umberta Mesina)

... ed è che i sistemi sono fatti da uomini e sono cambiati dagli uomini, ovviamente. Un sistema politico o economico non cambia da solo. Ora, se gli uomini sono non ottimisti e non attivisti, il sistema chi lo cambia?