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FINANZA/ 1. John Waters: ecco dov'è cominciato il grande inganno dell'euro

Pubblicazione:giovedì 9 dicembre 2010

Foto Ansa Foto Ansa

Non è senza ironia che nel 1996 fosse proprio l’allora Primo ministro portoghese Antonio Guterres a paragonare l’euro al primo Papa: “Come San Pietro fu la roccia su cui il cristianesimo è stato costruito”, disse, “così la moneta unica sarà la roccia per l’Europa”.

 

Quando la nuova valuta stava per venire alla luce, il 31 dicembre 2001, il presidente della Commissione Europea Romani Prodi osservò che “la moneta non è solamente sostanza, è anche identità.” Un anno dopo aggiunse: “Il progetto di una moneta unica europea non è affatto economico. È un passo puramente politico. Lo storico significato dell’euro è di creare un’economia bipolare nel mondo. I due poli sono il dollaro e l’euro. Questo è il significato politico della moneta unica europea. È un passo cui altri seguiranno. L’euro è solo l’antipasto”.

 

A quanto pare, il pasto è stato bruscamente interrotto. L’euro viene “rigurgitato” da diversi Paesi europei periferici e potrebbe creare una grave indigestione nell’intera Eurozona. In Irlanda, l’ultimo punto caldo della crisi, si riscontra un crescente malessere verso il modo dispotico e sbrigativo in cui sono recentemente intervenuti Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale per estendere al Paese ciò che viene definito un “salvataggio”. Questo potrebbe rapidamente risvegliare l’euroscetticismo che provocò l’iniziale rifiuto di entrambi i trattati di Nizza e Lisbona, rispettivamente nel 2001 e nel 2008.

 

Cresce nel pubblico la coscienza che il pacchetto di intervento dell’Ue e del Fmi per l’Irlanda non è, a dispetto del titolo, un “salvataggio”, ma un'ipoteca di sessant’anni a tassi da usuraio progettata non per salvare l’Irlanda, ma per tamponare l’emorragia della moneta unica. Ed è un salvataggio delle banche straniere che hanno prestato alle nostre banche il denaro per creare in Irlanda una iperdemocrazia del debito. Questa manovra tratta l’Irlanda come un arteria tagliata, sulla quale è stato posto maldestramente un laccio emostatico di ripiego, nella speranza di salvare la rovinosa follia che è la moneta unica.

 

Per molti in Irlanda suona strano che l’attuale crisi abbia nuovamente ridotto il Paese a un’entità economica separata. Quando ci hanno convinti ad aderire all’Unione Monetaria Europea, uno dei punti chiave nel discorso di vendita era che la nuova valuta avrebbe reso il problema di uno il problema di tutti, nessun Paese sarebbe stato lasciato da solo o trattato in modo diverso dagli altri. Adesso, anche se sembra ovvio che i problemi dell’Irlanda sorgono da più vaste incoerenze dell’Eurozona, in questo momento di grave difficoltà siamo visti come un elemento puramente problematico, e perciò in qualche modo messo da parte.

 

Durante il periodo di boom c'è stato detto che la prosperità era dovuta ai benefici del partecipare all’Eurozona; invece, il periodo attuale di crisi sembra sia una conseguenza della nostra stupidità. Per gli ufficiali giudiziari del “salvataggio” siamo inadempienti e quindi dipendenti e sacrificabili, un Paese che non è più del tutto un Paese, o lo è solo per imporgli le orecchie d’asino.


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COMMENTI
09/12/2010 - ma l'Irlanda si è fatta prestare.... (attilio sangiani)

Se l'Irlanda è una "democrazia dell'iperdebito" sarà anche per colpa delle banche straniere che hanno prestato,acquistando i BOt irlandesi. Però di chi è la colpa maggiore: del demonio tentatore o di Adamo ( ed Eva ) che hanno mangiato dell'albero proibito ? Non vedo come c'entri l'EURO. Piuttosto penso che creare un sistema monetario governato da 17 governatori,questo sì,è stato un azzardo. Credo che occorra una svolta "politica" in senso unitario,per governare uno Stato (federale) con gli stessi poteri della FED e che ogni Stato europeo aveva prima dell'EURO : tasso di sconto,operazioni di mercato aperto,riserve obbligatorie,emissione titoli. In questa direzione mi sembra la proposta di Tremonti di far emettere titoli dalla BCE...

 
09/12/2010 - Euro (Diego Perna)

Grazie a John Waters per questo suo accorato articolo che denuncia cosa sta succedendo al Suo paese e come le parole sono usate per disinformare sulla realtà. Mi convinco sempre più che senza crescita , tra non molto anche in Italia saremo costretti ad affrontare condizioni di vita, per buona parte della popolazione, sempre più drammatiche ma ne parleremo esclusivamente in termini tecnici, coinvolge di meno e da meno fastidio ai manovratori.