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SCENARIO/ Bonanni (Cisl): basta soldi a Fiat, usiamoli per la riforma fiscale

Bonanni_CislR375.jpg (Foto)

Il record di cassaintegrati era inevitabile, perché siamo in un momento di forte crisi. Meglio comunque questo primato che quello di disoccupati, che hanno altri paesi europei. Spero in ogni caso che l'Italia, come gli altri stati, possa uscire rapidamente da questa situazione per riassorbire disoccupati e cassaintegrati.

 

Alla fine del 2009 la Cisl, come gli altri sindacati, ha parlato del 2010 come l'anno della possibile riforma degli ammortizzatori sociali. Cosa chiederete?

 

Non vorrei che le riforme le chiedessero i "professori" senza alcuna attinenza con la realtà. Non vorrei nemmeno che si desse ascolto a chi preferiva avere più disoccupati per fare più manifestazioni. Se in Italia abbiamo un punto percentuale in meno di disoccupati rispetto alla Francia, vuol dire che la nostra politica sugli ammortizzatori sociali ha funzionato. Bisogna quindi rafforzare gli interventi, partendo però dall'esperienza del 2009. Gli ammortizzatori sociali in deroga sono stati estesi a chi non li aveva e questo è già un incipit di riforma. Occorre poi raddoppiare i tempi della cassa integrazione ordinaria, sviluppando al contempo i contratti di solidarietà.

 

La settimana scorsa, dal congresso Confsal lei ha rilanciato la proposta di una riforma fiscale da parte della Cisl. Quali saranno le misure concrete che indicherete?

 

Chiederemo la riduzione delle aliquote, in modo che quelle basse e medie siano ancora più assottigliate. Vogliamo inoltre che le famiglie abbiano un aiuto fortissimo, specie quelle monoreddito e con persone inabili a carico. Le famiglie devono avere sostegno in modo da contrastare la bassa demografia, la scarsa attitudine a sostenere gli inabili, gli svantaggi fortissimi di cui soffrono le mamme lavoratrici, sempre in bilico nello scegliere se restare a casa a curare i figli o lavorare con carichi che richiedono attività a casa oltre che in ufficio.

 

Queste proposte per le famiglie somigliano molto al quoziente famigliare...

 

Sì, anche se si tratta di una cosa diversa. Ancora non ho preso posizione sul quoziente famigliare, perché presumo che comporti problemi di copertura finanziaria. Inoltre, se i vantaggi di una sua applicazione appaiono chiari per famiglie a basso e medio reddito, non lo sono per quelle ad alto reddito.

 

Il governo, proprio all'inizio dell'anno, ha dovuto fare retromarcia sulla riduzione delle tasse. Non pensa che la vostra proposta possa essere ostacolata da problemi di copertura finanziaria?

 

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COMMENTI
01/02/2010 - Non solo Fiat (Roberto Alabiso)

Così, tanto perchè non ce ne dimentichiamo. Se tutte la PMI che oggi sono in difficoltà dovessero salire sui tetti, ci sarebbe il turno per farlo. Gli incentivi andrebbero dati a tutte le imprese ,non solo alle forti e potenti. Si sa, queste cose le continuiamo a ripetere sui blog, ma è più raro sentirle in tv o nelle radio e mezzi d'informazione ufficiale. Capisco che le MPMI sono milioni di lavoratori e il discorso è complicato e più "costoso" che aiutare la Fiat ed inoltre fa meno rumore anche a causa di una atavica ritrosia di questi imprenditori a giocarsi la faccia e preferire il "si salvi chi può", ma così facendo tutto il tessuto sociale che vive di lavoro autonomo in piccole imprese sarà decimato nella legge del -mors tua vita mea-.