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Lavoro

SCENARIO/ Bonanni (Cisl): basta soldi a Fiat, usiamoli per la riforma fiscale

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Chiederemo che le mancate entrate per l’erario vadano a ricercarsi nei consumi, perché lì si può ricostruire una progressività che per ora vale solamente per lavoratori e pensionati che hanno la ritenuta fiscale alla fonte. Mi spiego: chi ha di più spende di più, mentre chi ha di meno spende di meno. Quindi nei consumi è più facile costruire una progressività fiscale, anche per chi non ha una ritenuta alla fonte. Per questo vorremmo che una misura consistente delle tasse venisse spostata sui consumi.

Inoltre, sono molto contento che Tremonti nelle sue dichiarazioni pubbliche abbia tenuto una posizione pressoché identica alla nostra, che ha come obiettivo una riforma fiscale che metta finalmente fine alle attuali sperequazioni, inefficienze e ingiustizie. Infine abbiamo in mente strumenti per contrastare più efficacemente l'evasione fiscale.

 

Di che cosa si tratta?

 

Va potenziata la tracciabilità dei pagamenti per controllare cosa fa ogni singolo contribuente, soprattutto chi non ha ritenuta alla fonte e può quindi dichiarare qualunque cifra, salvo poi scoprire che magari spende con il proprio bancomat, carta di credito o conto corrente somme fino a dieci volte superiori al reddito dichiarato. Serve inoltre lo strumento del contrasto di interessi, in modo che ogni cittadino diventi una sorta di operatore dello Stato, con indubbi vantaggi: per esempio, quando va dal dentista si fa fare la fattura e la scarica. Ci guadagna lo Stato, ci guadagna il cittadino e anche l’equità e la giustizia fiscale, perché così si va a erodere l’area di grande evasione che porta, purtroppo, il nostro paese ad avere fino a 150 miliardi di euro evasi all’anno.

 

Ritiene che il federalismo fiscale possa essere comunque un primo passo per un uso più corretto ed efficiente delle risorse raccolte dall'erario?

 

La Cisl da molti anni si è detta favorevole al federalismo fiscale, perché avvicina il contribuente all'amministratore che deve gestire le risorse e trasformarle in servizi, creando più trasparenza nella politica. Il federalismo fiscale permette anche di rafforzare la lotta all'evasione, perché in una realtà più ristretta rispetto a quella nazionale è più facile perseguire gli evasori. Detto questo, però, da mesi sosteniamo che il federalismo fiscale senza un riequilibrio di pesi, come quello che proponiamo, tra chi ha la ritenuta fiscale da fonte e chi no, vorrebbe dire, per citare il Gattopardo, cambiare tutto per non cambiare nulla.

 

Per promuovere la riforma fiscale, la Cisl terrà iniziative in tutta Italia il 27 febbraio. Esattamente cosa farete?

 

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COMMENTI
01/02/2010 - Non solo Fiat (Roberto Alabiso)

Così, tanto perchè non ce ne dimentichiamo. Se tutte la PMI che oggi sono in difficoltà dovessero salire sui tetti, ci sarebbe il turno per farlo. Gli incentivi andrebbero dati a tutte le imprese ,non solo alle forti e potenti. Si sa, queste cose le continuiamo a ripetere sui blog, ma è più raro sentirle in tv o nelle radio e mezzi d'informazione ufficiale. Capisco che le MPMI sono milioni di lavoratori e il discorso è complicato e più "costoso" che aiutare la Fiat ed inoltre fa meno rumore anche a causa di una atavica ritrosia di questi imprenditori a giocarsi la faccia e preferire il "si salvi chi può", ma così facendo tutto il tessuto sociale che vive di lavoro autonomo in piccole imprese sarà decimato nella legge del -mors tua vita mea-.