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SCENARIO/ Bonanni (Cisl): basta soldi a Fiat, usiamoli per la riforma fiscale

Bonanni_CislR375.jpg (Foto)

Raccoglieremo firme, parleremo con la gente, perché il nostro obiettivo sarà convincere tutte le persone della bontà della nostra iniziativa. È davvero venuto il tempo di fare una riforma integrale del fisco e per questo cercheremo di allearci con più soggetti possibili, in modo da arrivare a quella che io definisco la riforma istituzionale per eccellenza. Tutti parlano di riforme istituzionali, ma si tratta di cose che riguardano solo il ceto politico. Questa invece riguarda il cittadino, il suo rapporto con lo Stato e la bontà della politica stessa, che deve saper amministrare i proventi che arrivano dai cittadini che consegnano le loro tasse e vogliono servizi efficienti. Questa è la politica. Oggi invece se ne è smarrito il senso: sembra ormai una cittadella avulsa dalla realtà comunitaria, che vive solo dei propri riti, ormai incomprensibili ai più.

 

Sarete l'unico sindacato impegnato per questa riforma?

 

La Uil, oltre a tanti altri sindacati, è d’accordo con noi. Ma abbiamo punti in comune anche con Confindustria, artigiani e commercianti. Esiste un fronte molto ampio e lo dimostra quanto avvenuto a metà dicembre al teatro Capranica di Roma, quando per la prima volta sindacati come Cisl e Uil, insieme a tutte le associazioni imprenditoriali, con il ministro Tremonti e il vicepresidente del Pd Enrico Letta, si sono incontrati per costruire non una "riformicchia", ma l’intera riforma del fisco.

 

Il fisco è uno temi al centro dello sciopero generale proclamata dalla Cgil per il 12 marzo, in piena campagna elettorale. Al di là della scelta della data, condivide il merito di questa agitazione?

 

Va detto innanzitutto che è la prima volta nella storia della Repubblica che un sindacato proclama uno sciopero durante una campagna elettorale. Esiste, infatti, una convenzione non scritta, dettata dal buon senso e dalla responsabilità, che ha sempre portato a scelte di tutt'altro segno. Questa è dunque un'anomalia molto grave, che segnala la volontà non di ricercare soluzioni, ma di intervenire a gamba tesa in campagna elettorale per motivi politici, tant'è che avremo un ennesimo sciopero cui parteciperanno esponenti dell'opposizione. Non sarà comunque uno sciopero generale.

 

In che senso?

 

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COMMENTI
01/02/2010 - Non solo Fiat (Roberto Alabiso)

Così, tanto perchè non ce ne dimentichiamo. Se tutte la PMI che oggi sono in difficoltà dovessero salire sui tetti, ci sarebbe il turno per farlo. Gli incentivi andrebbero dati a tutte le imprese ,non solo alle forti e potenti. Si sa, queste cose le continuiamo a ripetere sui blog, ma è più raro sentirle in tv o nelle radio e mezzi d'informazione ufficiale. Capisco che le MPMI sono milioni di lavoratori e il discorso è complicato e più "costoso" che aiutare la Fiat ed inoltre fa meno rumore anche a causa di una atavica ritrosia di questi imprenditori a giocarsi la faccia e preferire il "si salvi chi può", ma così facendo tutto il tessuto sociale che vive di lavoro autonomo in piccole imprese sarà decimato nella legge del -mors tua vita mea-.