BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

SCENARIO/ Bonanni (Cisl): basta soldi a Fiat, usiamoli per la riforma fiscale

Il Papa ha riacceso ieri l'attenzione sul problema dei disoccupati e delle persone che rischiano di perdere il posto di lavoro. Da questo tema comincia la conversazione a tutto campo de ilsussidiario.net con Raffaele Bonanni, Segretario generale della Cisl

Bonanni_CislR375.jpg(Foto)

Il Papa ha riacceso ieri l'attenzione sul problema dei disoccupati e delle persone che rischiano di perdere il posto di lavoro. Benedetto XVI, durante l'Angelus, ha detto: «La crisi economica sta causando la perdita di numerosi posti di lavoro, e questa situazione richiede grande senso di responsabilità da parte di tutti: imprenditori, lavoratori, governanti». «Mi associo pertanto all’appello della Conferenza Episcopale Italiana, che ha incoraggiato a fare tutto il possibile per tutelare e far crescere l’occupazione, assicurando un lavoro dignitoso e adeguato al sostentamento delle famiglie». Da questo tema comincia la conversazione a tutto campo de ilsussidiario.net con Raffaele Bonanni, Segretario generale della Cisl.

Come commenta le parole pronunciate ieri da Benedetto XVI?

 

Molte imprese stanno scaricando le loro difficoltà di mercato sulla pelle dei lavoratori, come sta accadendo con Alcoa e Fiat. Spero quindi che l'appello del Papa possa scuotere le coscienze di tutti e stimolare il senso di responsabilità di Governo, opposizione, imprenditori, sindacati, banche, per uscire da questa crisi e rilanciare l'occupazione.

 

Al prossimo tavolo su Fiat del 5 febbraio si discuteranno le proposte di riconversione dello stabilimento di Termini Imerese. Vuol dire allora che è ormai impossibile far ritornare Fiat sulla sua decisione di chiudere l’impianto siciliano alla fine del 2011?

Questo lo scopriremo solamente in occasione del prossimo incontro, che sarà la prima riunione tecnica per cercare di capire cosa farà lo Stato, cosa farà la Regione Siciliana, ma soprattutto cosa farà Fiat, che non può pensare di uscirsene come se non c'entrasse niente. La responsabilità maggiore di Termini Imerese è infatti sua. Capiamo bene che costruire ancora auto lì è costoso, ma quel sito può essere riconvertito. Auspichiamo quindi che si possano salvare l’occupazione e le professionalità dei lavoratori siciliani.

Ci può dire qualcosa delle sette proposte per il futuro di Termini Imerese di cui ha parlato Scajola?

Non si hanno ancora notizie chiare, anche perché - lo dico per esperienza - quando ci sono situazioni del genere le aziende non si pronunciano prima di fare l’accordo, ma solo alla fine. È chiaro che ci sono molte questioni che dovranno essere sempre verificate (il comportamento di Stato e Regione e le condizioni che porrà Fiat), in modo che chi dovesse acquistare l’impianto possa valutare i vantaggi e gli svantaggi di tale operazione. Il nostro interesse comunque è che a Termini Imerese rimangano anche impianti e macchinari e non solo uno stabilimento “vuoto”.

Riguardo alla decisione di Fiat di mettere in cassa integrazione 30.000 dipendenti per due settimane, lei aveva detto che “qualcuno potrebbe definirlo un ricatto”. Di fronte a un ricatto di solito si cede o si tiene una linea dura. In questo caso cosa occorre fare?

PER CONTINUARE A LEGGERE L’INTERVISTA CLICCA IL SIMBOLO >> QUI SOTTO


COMMENTI
01/02/2010 - Non solo Fiat (Roberto Alabiso)

Così, tanto perchè non ce ne dimentichiamo. Se tutte la PMI che oggi sono in difficoltà dovessero salire sui tetti, ci sarebbe il turno per farlo. Gli incentivi andrebbero dati a tutte le imprese ,non solo alle forti e potenti. Si sa, queste cose le continuiamo a ripetere sui blog, ma è più raro sentirle in tv o nelle radio e mezzi d'informazione ufficiale. Capisco che le MPMI sono milioni di lavoratori e il discorso è complicato e più "costoso" che aiutare la Fiat ed inoltre fa meno rumore anche a causa di una atavica ritrosia di questi imprenditori a giocarsi la faccia e preferire il "si salvi chi può", ma così facendo tutto il tessuto sociale che vive di lavoro autonomo in piccole imprese sarà decimato nella legge del -mors tua vita mea-.