BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

FIAT/ Quanto ci stanno costando gli errori degli Agnelli?

Sembra che gli incentivi auto non verranno rinnovati, ma cosa succederà a Termini Imerese? Come si provvederà a sistemare i lavoratori siciliani? Quello di Fiat è comunque l'ennesimo caso di impresa sussidiata dallo Stato italiano. VOTA IL SONDAGGIO

Fiat_logoR375_27ott08.jpg (Foto)

Molti pensano che l’annuncio del governo di non voler rinnovare gli incentivi all’auto per il 2010 debba essere visto e giudicato nell’ambito del braccio di ferro che da tempo lo contrappone alla Fiat sulla vicenda dello stabilimento di Termini Imerese che la casa guidata da Sergio Marchionne ha deciso - irrevocabilmente - di chiudere al più presto.

 

E può darsi che sia così: che il ministro dello sviluppo, Claudio Scajola, ricorra anche a questo strumento di pressione per convincere il Lingotto a tenere una linea più sensibile alle esigenze sociali e politiche nel definire le sue strategie industriali future. E se il manager con il maglione dimostrerà maggiori aperture, allora, alla fine, gli incentivi potranno anche arrivare. Magari un po’ più in là, in modo da non coprire tutto l’anno e pesare, così, di meno sulle casse pubbliche.

Può darsi, si vedrà. Tuttavia quello che oggi si può dire è che il futuro dell’insediamento siciliano è segnato, nel senso che sicuramente non rientrerà più nel perimetro della Fiat. Su questo Marchionne è stato esplicito: gli impianti italiani sono i meno produttivi fra tutti quelli che la casa torinese possiede nel mondo, in particolare in Brasile e in Polonia. E quello di Termini Imerese è lo stabilimento peggiore fra gli italiani. Di qui la conclusione e l’annuncio della chiusura.

Le polemiche su questa scelta della Fiat sono state (e sono) durissime. I più ricordano la quantità di aiuti di cui la Fiat ha goduto nel corso degli anni: il ministro Brunetta, con il suo consueto gusto per le battute, ha detto che con quello che lo Stato italiano ha versato negli ultimi 20 anni, si sarebbe potuto comprare due o tre volte l’azienda. Il presidente di quest’ultima, Luca Cordero di Montezemolo, ha risposto piccato “noi non abbiamo mai preso nulla”: ma forse qui gli è mancata un po’ di memoria storica.

Gli aiuti alla Fiat ci sono stati, è innegabile. Però va anche detto che tutta la storia del capitalismo privato italiano ha molte pagine scritte con l’inchiostro del sussidio. Vogliamo ricordare, tanto per fare qualche esempio, l’Olivetti di Carlo De Benedetti, con le amministrazioni pubbliche che compravano i suoi prodotti obsoleti destinati a finire nelle cantine? O lo Stato che assumeva i lavoratori in eccesso degli stabilimenti del gruppo di Ivrea?


COMMENTI
11/02/2010 - agnelli (alberto cremona)

Ma la cosa più ripugnante è lo squallore del personaggio Lapo.A volte,per carità di patria,avrei voluto aiutare l'industria italiana e comprare una Fiat.Ma dopo Lapo questa voglia a me -e certo a tanti- è passata.Ma come?devo sovvenzionare un drogato che butta migliaia di euro in nottate di eroina e travestiti cinquantenni.E l'altra?Quella Agnelli che ha qualche miliardo di euro all'estero e nessuno dice nulla?Ma sono soldi rubati agli italiani,che li renda la gran dama ladra e smetta di fare la signora con i nostri soldi!

 
11/02/2010 - Mantenuti più di prima? (Daniele Scrignaro)

Una nonna diceva: "Meglio quando c'era il re, che ne mantenevamo uno solo" e qualcuno obiettava che c'erano la corte, i nobili, i signorotti, i latifondisti e altri che pareggiavano i conti. Forse, erano meno, in proporzione, i vari feudatari e relativi armigeri e indotti dell'"oscuro" Medioevo? E, in tempi "democratici", quanti erano gli schiavisti, o quelli dell'apparato nei paesi comunisti? Attenzione, però, anche falsi invalidi e cassaintegrati o "mobilitati" sono mantenuti. Non mi pare che ci sia un potere che non si faccia mantenere, da qualunque ruolo della società sia impersonificato. "E' più facile che un 'ricco'...", circola ancora l'illusione che sia un modo dire, quindi grazie di averlo ricordato con esempi riscontrabili (anche quello scomodo del presunto salvamento dell'Alitalia). Una panoramica sui mantenuti nei diversi paesi occidentali, se ci siano paesi significativamente diversi, forse aiuterebbe ad evitare di scandalizzarsi a vuoto, a conoscere la realtà. Non per giustificare.