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Economia e Finanza

FINANZA/ Ecco perché conviene a tutti che la Grecia torni a ragionare

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Una delle variabili fuori controllo è l’andamento dell’economia nazionale nel suo complesso: un aumento atteso delle entrate, in un periodo di crisi economica come quello che stiamo attualmente vivendo, presuppone - ad aliquote costanti - un altrettanto sensibile incremento delle spese per consumi. Cosa alquanto difficile nel contesto attuale. E, viceversa, aumentare le imposte andrebbe a deprimere la già flebile crescita economica nazionale.

 

D’altra parte, un elemento che potrebbe minare alla base il piano di rientro è la reazione dell’opinione pubblica a un taglio sensibile della spesa statale (pensioni, sussidi e salari dell’amministrazione pubblica), nonostante che il governo di centro-sinistra oggi in carica disponga di un’ampia maggioranza parlamentare e sia in una posizione apparentemente più vantaggiosa per trattare misure impopolari con i sindacati e le parti sociali del Paese.


Come se ciò non bastasse, un altro punto di criticità riguarda l’attendibilità dei conti greci, i quali da più parti sono continuamente messi in dubbio - fatto che certamente non giova a cementare la credibilità del “Patto di stabilità e di crescita” nei confronti dell’esterno.


A questo punto ci si può soltanto augurare che lo spirito apollineo venga realmente in soccorso al governo di Papandreou, affinché questa nuova tragedia greca possa compiersi e, come pare sia accaduto anche in passato, abbia finalmente la meglio “l’eccesso razionalistico” socratico - che si spera possa portare nel prossimo futuro a un atteggiamento fiscale decisamente più accorto e rigoroso.

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