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IL CASO/ Perfino Mc Donald's "diventa" Mc Italy pur di vendere

Il fallimento del “metodo Toyota” e il fatto che Mc Donald’s debba inventare il Mc Italy dovrebbero far riflettere sull’originalità delle nostre Pmi. Il commento di PAOLO PRETI

Mc_ItalyR375.jpg (Foto)

Anche questa volta siamo arrivati troppo tardi. Negli ultimi mesi dello scorso anno un grande convegno organizzato in Veneto dalla più importante scuola di management locale celebrava per un’attenta platea di imprenditori i dettami della via giapponese alla produzione: la teoria del Kaizen, il miglioramento continuo, il total quality e via discorrendo, in poche parole Toyota.

 

Il maxi richiamo di vetture, qualche milione a livello mondiale, e il blocco delle vendite di otto modelli a causa di un problema meccanico legato al pedale dell’acceleratore, con la conseguente perdita in una settimana del 15 per cento del valore di borsa, pari a 25 miliardi di capitalizzazione, è storia di ieri.

Sia chiaro, guardarsi attorno, per un imprenditore, è un dovere soprattutto nel mondo globalizzato di oggi: aprirsi al confronto, apprendere per analogia, conoscere nuove modalità di azione per migliorarsi sono cose di straordinaria importanza e necessità. Pensare invece che le tecniche manageriali siano facilmente trasferibili da un contesto culturale all’altro o, ancora peggio, favorire la trasformazione di accorgimenti direzionali in mode e come tali sostenerne la diffusione, al pari di altri settori, a livello planetario è frutto di superficialità, interesse di parte o atteggiamento ideologico. Che, quando queste tecniche incorrono in gravi errori anche laddove sono nate, rasentano il ridicolo.

Già trent’anni fa con i circoli di qualità alcune società di consulenza, una in particolare, avevano sponsorizzato l’adozione nel nostro paese di questa modalità operativa che tanto successo aveva mietuto nella terra del Sol Levante. Alzi la mano chi ha lavorato in un’azienda privata che in Italia abbia sperimentato per più di qualche mese questo particolare modo di lavorare.

Sulla faccia della terra non siamo, per fortuna, tutti uguali: storia, tradizioni, limiti e abitudini, nel bene e nel male, caratterizzano ciascun popolo e lo fanno resistere al cambiamento in maniera direttamente proporzionale alla sua epocalità. Lo ha capito, è solo un esempio, anche Mc Donald’s che, dopo anni di tentativi sostanzialmente falliti ci sta proponendo Mc Italy. Non è né positivo, né negativo, è così.

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COMMENTI
17/02/2010 - McDonald&McItaly (Luigi Tomellini)

Non ho capito se quanto è scritto sia un complimento o uno stroncamento della politica di McDonald. Mi aspettavo qualcosa d'altro su questo fatto. E cioè un giudizio sull'operato del Ministro dell'Agricoltura, la cui foto campeggia a lato del titolo, che si è vantato di essere stato lo sponsor di questa iniziativa prevedendo grandi affari per l'agricoltura italiana e presentandosi in TV a farne la propaganda. Certo che se McDonald ha fatto questa scelta, certo non è stato per rimetterci o per fare un favore al nostro ministro. Ma se i grandi interventi di politica agricola del governo sono a questi livelli, non so quanto ci sia da stare allegri. Se poi penso che i Veneti si troveranno come candidato alle prossime regionali il ministro suddetto... In caso di sua elezione potrebbe dare un McItaly ad ogni elettore.